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Pensioni ultime notizie indicazioni numerose e novità importanti durante le feste per quota 100, mini pensioni

Anche nel periodo tra le fine del vecchio e l'inizio del nuovo anno le pensioni sono state al centro del dibattito politico.




Anche se nei provvedimenti assunti a fine anno c'è stato poco spazio per le novità pensioni, la questione previdenziale è continuata a rimanere al centro dell'attenzione per l'intero periodo delle feste e a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Non deve sorprendere perché sono anni che si avverte la necessità di migliorare l'attuale legge previdenziale. Di fatto, come testimoniato anche da recenti report, i lavoratori più anziani avvertono l'esigenza di uscire con qualche anno di anticipo mentre quelli più giovani hanno bisogno di fare esperienza nell'ambito di una politica di turn over generazionale che da queste parte fa fatica a prendere piede.

A ogni modo, la proposta più interessante è stata quella del presidente della Camera che ha rilanciato l'idea dell'assegno universale. Non si tratta evidentemente di un'idea nuova poiché già da tempo l'introduzione di questo strumento di sostegno al reddito è al centro dell'attenzione. Non solo, ma tra tutte le ipotesi su cui si ragiona da tempo, è quella che avrebbe maggiori possibilità di ottenere il via libera poiché troverebbe il beneplacito di Bruxelles. A suo dire, si tratterebbe di introdurre l'assegno nei soli due Paesi in cui non è previsto, Italia e Grecia, e di armonizzarlo con quelli che già ci sono. Le risorse arriverebbero dal bilancio dell'Unione europea attraverso l'introduzione di nuove imposte.

Tuttavia, una presa di posizione così precisa non ha ancora avuto un concreto riscontro a Palazzo Chigi, anche se il ministro dell'Economia si era fatto da tempo promotore di una proposta simile. In questo contesto, infatti, il premier ha continuato a rimanere alla larga dal tema delle pensioni e nella tradizionale conferenza stampa di fine anno ha fatto presente come la questione sia ancora oggetto di valutazione e che, nel caso, saranno introdotti cambiamenti nel corso dell'anno. In buona sostanza si tratta della posizione del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali mentre il viceministro dell'Economia fa dipendere le modifiche nelle regole sulla previdenza dalla ripresa economica del Paese.

Certamente da segnalare è il discorso di fine anno del presidente della Repubblica, che ha tirato in ballo il problema della disoccupazione giovanile, da affrontare evidentemente anche intervenendo sulle pensioni e del lavoro. Non solo, ma anche fatto riferimenti all'occupazione femminile e a quella nel Mezzogiorno. A suo dire, "senza una crescita del Meridione, l'intero Paese resterà indietro". Nel breve termine, tuttavia, le prospettive di intervenire in maniera incisiva non sono incoraggianti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il