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Pensioni ultime notizie quali novità possono apportare Regioni, Esecutivo, Parlamento, Tribunali quota 100, mini pensioni

Non è affatto così scontato che le spinte al cambiamento delle pensioni passino dalla politica e soprattutto dall'esecutivo.




Le novità sulle pensioni possono arrivare da più fonti. Le ultime notizie, infatti, riferiscono come la scintilla dei cambiamenti introdotti negli ultimi anni sia stata accesa in luoghi differenti. In realtà, anche con l'attuale legislatura è stata mantenuta la tendenza della predominanza dell'esecutivo. Anche per via dell'ordinamento costituzionale, Palazzo Chigi ha approfittato dei tempi ristretti dei decreti legge per fare passare la maggior parte delle riforme. Ma evidentemente non è stato così sulle pensioni. Congiuntura economica a parte, è evidentemente assente una reale volontà politica al cambiamento. Il problema è che il parlamento ha in parallelo fatto ben poco sul tema della previdenza. Il risultato è l'ingessamento del sistema delle pensioni.

I fatti recenti dimostrano però come le modifiche stiano passando anche e soprattutto dalle aule dei tribunali. Il caso più recente è quello dello stop alla rivalutazione delle pensioni, dichiarato incostituzionale dall'Alta Corte. La norma che, per il 2012 e 2013, stabiliva che sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps scattasse il blocco della perequazione, ossia il meccanismo che adegua le pensione al costo della vita, è stata ritenuta contraria alla Costituzione. Prima ancora aveva dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà chiesto sulle pensioni che superano i 90.000 euro lordi all'anno, stabilendo che gli importi trattenuti dall'estate del 2011 al 2013 andavano restituiti ai diretti interessati.

Poi c'è da tenere sempre in dovuta considerazione la posizione dei Bruxelles. Da una parte ha dichiarato illegittima la norma dell'ordinamento italiano che prevede età differenti per le pensioni tra uomini e donne, dall'altra ha sempre ostacolato le proposte di modifica delle regole attuali perché avrebbero messo in discussione i delicati equilibri economico. Se c'è però uno strumento sul quale potrebbe accendere il semaforo verde è l'assegno universale. Si tratta di una forma di sostegno al reddito che viene applicato in tutti i Paesi dell'Unione, tranne in Italia e in Grecia. Il punto è però sempre il solito: chi lo finanzia? L'esecutivo chiede l'aiuto a Bruxelles che, da parte sua, non sembra così favorevole.

Poi c'è il progetto Inps, solo parzialmente accolto dall'esecutivo, che ruota attorno a due obiettivi: il dimezzamento del livello di povertà per chi ha più di 55 anni di età e la garanzia di un passaggio più flessibile dal lavoro al non lavoro. Ma, come ha più volte ricordato il presidente dell'Istituto, c'è è anche un'aspirazione alla semplificazione della normativa e all'unificazione dei trattamenti contributivi e previdenziali fra gestioni diverse.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il