Imu e Tasi 2016: chi e in quali casi non si deve pagare. Tutte le abitazioni assimilabili alla prima casa. E sono tante eccezioni

Anche la abitazioni assimilate alla prima casa sono state esentate dal versamento di Imu e Tasi 2016. Ecco quali sono.

Imu e Tasi 2016: chi e in quali casi non


Non solo l'Imu, né a giugno e né a dicembre occorrerà passare alla cassa per pagare la Tasi sulla prima casa. Da questo ragionamento sono però escluse quelle accatastate come A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Le imposte dovranno comunque essere corrisposte sulle seconde case.

A essere esentati dal versamento di Tasi e Imu sono anche le abitazioni assimilati a prima casa. Si tratta di abitazioni dei residenti all'estero; abitazioni delle cooperative a proprietà indivisa assegnate ai soci; alloggi sociali; ex casa coniugale assegnata dal giudice della separazione; immobile dei militari; se previsto dal regolamento comunale, abitazioni degli anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari.

Da segnalare che la Commissione tributaria di Massa Carrara ha chiesto all'Alta Corte di valutare l'incostituzionalità dell'Imu. La Commissione ha rilevato il contrasto della norma con gli articoli 42 e 53 della Costituzione, affermando in particolare che "l'imposta di cui si tratta appare, invero, in contrasto con il principio della capacità contributiva, essendo dovuta indipendentemente dalla percezione di un reddito da parte del proprietario del bene. Il soggetto passivo è, cioè, tenuto al pagamento dell'imposta anche se privo di reddito, o se percettore di un reddito non sufficiente alla copertura dell'imposta: evenienze non improbabili, specie in tempi di recessione economica e di contrazione delle offerte di lavoro. L'incapacità contributiva potrebbe, quindi, costringere il soggetto passivo dell'imposta ad accettare soluzioni estreme", come per esempio la vendita.

Così come non cambiano le modalità di pagamento di Imu e Tasi 2016 rispetto alla procedura del 2015, anche per fare i calcoli occorre partire dalla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente riferito al tipo di immobile: 160 per abitazioni (categorie catastali A, tranne A 10) e pertinenze: cantine e soffitte (C2); box e autorimesse (C6), tettoie (C7); 140 per immobili a uso collettivo (categoria B); 140 anche per laboratori artigianali, stabilimenti balneari (C3, C4, C5); 80 per uffici e studi (A10), banche e assicurazioni (D5); 65 per immobili a destinazione speciale (categoria D, escluso D5); 55 per negozi (C1); 135 per terreni (agricoli e non); 75 per terreni agricoli (coltivatori diretti o imprenditore agricolo professionale). Solo a questo punto si applicano le aliquote comunali per conoscere la somma esatta da versare.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il
Puoi Approfondire