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Pensioni ultime notizie gli elementi che sostengono quota 100, mini pensioni seppur assegno universale appare più probabile

Al centro del dibattito sulle pensioni c'è ora la possibile introduzione dell'assegno universale per i più indigenti.




Ci sono alcuni segnali che lasciano immaginare come l'introduzione di novità sulle pensioni non sia un obiettivo così irraggiungibile. Intendiamoci, non ci sono appuntamenti nel brevissimo periodo e l'agenda politica dei prossimi giorni non prevede discussioni e cambiamenti. Tuttavia non si può fare a meno di notare che nell'ambito della proroga del contributivo donna è stato congelato l'aumento delle speranze di vita che sposta più in avanti il taglio del traguardo del congedo. Non è uno stravolgimento dell'impianto normativo sulle pensioni, ma è almeno una prova concreta di come la volontà politica, quando c'è, è in grado di andare al di là delle ristrettezze economiche.

A proposito di disponibilità economiche, si resta ancora in attesa del via libera dell'Unione europea, atteso in primavera, sul bonus migranti che permetterà all'esecutivo di incamerare nuove risorse, parte delle quali potrebbero ragionevolmente investire per migliorare le pensioni. E poi, terzo segnale da prendere in considerazione, c'è la ripresa del dibattito in merito all'opportunità di introdurre l'assegno universale. A metterlo al centro dell'attenzione è stato questa volta il presidente della Camera, secondo cui si tratta dell'adozione di una misura concreta per i più indigenti che avrebbe come benefico effetto collaterale quelli di cambiare la percezione dell'Europa che verrebbe considerata un'istituzione attenta ai bisogni delle persone.

Già, perché secondo il suo schema, a finanziare questo strumento di sostegno al reddito dovrebbe essere Bruxelles attraverso l'introduzione di imposte non gravanti su tutti i contribuenti ma "relative a specifiche operazioni". Quali? A suo dire l'assegno universale verrebbe finanziato dalla carbon tax europea e dalla tassa sulle transazioni finanziarie internazionali. In precedenza anche il ministro dell'Economia aveva lanciato una proposta simile ovvero aveva chiesto all'Unione europea la partecipazione al finanziamento di questa misura. E seppure con una versione differente, più orientata verso gli over 55 senza lavoro, anche il presidente dell'Istituto di previdenza italiana è un promotore dell'assegno universale.

Più staccate sono le ipotesi di applicare quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, sull'approvazione del disegno di legge che consente l'uscita dal mondo del lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% per chi esce in anticipo, sulle mini pensioni e sul ricalcolo dell'assegno previdenziale per tutti i lavoratori con il metodo contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il