BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Partita Iva 2016 minimi regime nuovo, forfettaria, ordinaria: chiarimenti e indicazioni nuove ufficiali durante festività

Nel nuovo regime forfettario l'aliquota applicata è al 15% ma non bisogna superare la soglia di ricavi della categoria di appartenenza.




Quali sono le condizioni per aprire un partita Iva a regime forfettario in questo 2016 che prevede l'applicazione di un'aliquota agevolate al 15% purché non si superi il tetto di ricavi della propria categoria? Le principali sono due: l'attività da esercitare non deve rappresentare la mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo; i redditi conseguiti nell'attività di impresa, dell'arte o della professione devono essere in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente o da pensione e redditi assimilati al lavoro dipendente.

Il reddito viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti nell'anno: al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

In parallelo è aperta un'altra partita, quella del lavoro agile, che consiste in una prestazione lavorativa svolta solo in parte all'interno dell'azienda, anche utilizzando strumenti tecnologici, ma rispettando i vincoli massimi di orario stabiliti dalla legge o dalla contrattazione. Per lavorare in modalità agile è necessario un accordo scritto tra datore e lavoratore. L'intesa può essere a tempo indeterminato o determinato. Il governo ora è pronto a regolare questa modalità con un provvedimento di una decina di articoli presentato in Parlamento a gennaio. Per il lavoratore in modalità agile la retribuzione è la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda e non ci sono penalizzazioni di carriera.

Il salto in avanti rispetto al passato è aprire a una retribuzione svincolata dall'orario, ma legata alla produttività. Un'altra novità è l'estensione al lavoro in modalità agile degli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla manovra in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza dell'impiego.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il