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Pensioni ultime notizie posizioni odierne e novità M5S, Lega, Pd, Nuova Sinistra quota 100, assegno universale, mini pensioni

Non c'è uniformità di intenti sul percorso da imboccare per cambiare le pensioni in Italia, ma l'intenzione di introdurre correzioni è comune.




Lo stato di confusione del confronto sulle pensioni è dimostrato dalle varietà di proposte avanzata dall'intero arco politico. La posizione della Lega ruota attorno all'introduzione di quota 100 ovvero di quella somma di età anagrafica e anni di contribuzione da maturare per accedere al trattamento previdenziale. Ci sono naturalmente tante varianti rispetto al raggiungimento di questo obiettivo che variano in base all'età di inizio dell'occupazione ovvero degli anni di contributi versati. Accanto a questa c'è la cosiddetta quota 41 ovvero dell'apertura delle porte delle pensione con 41 anni di contribuzione, al di là dell'età anagrafica. Si tratta di una soluzione che si rivela congeniale soprattutto per i lavoratori precoci, quelli che si sono dati da fare sin dalla giovanissima età.

A ben vedere, la Lega aveva provato anche a cancellare via referendum le attuali regole sulle pensioni prima di essere fermata dai giudici. Il Partito democratico declina le sue proposte in base all'area di appartenenza. Quella più a sinistra, maggiormente sensibile all'aspetto sociale, fa riferimento al disegno di legge che vede come primo firmatario l'attuale presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, secondo cui è concesso il congedo a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima sull'assegno dell'8% sulla base dell'età del ritiro ovvero dello scostamento rispetto a quanto richiesto dall'attuale legge previdenziale. In questa scia si inserisce la Nuova Sinistra che, anzi, invoca un totale ribaltamento delle attuali norme sulla previdenza.

Il Movimento 5 Stelle scommette sull'assegno universale che, nella sua versione, prevede un reddito annuo netto pari a 7.200 euro stabilito in ordine alla soglia di povertà relativa, quantificata in 600 euro mensili netti. Per soglia di povertà relativa si intende il valore convenzionale calcolato dall'Istat che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia anche composta da un singolo soggetto, viene definita povera in termini relativi ossia in rapporto al livello economico medio di vita dell'ambiente o della nazione. Hanno diritto a richiederlo tutti i soggetti che hanno compiuto 18 anni e sono residenti in Italia.

La posizione sulle pensioni di Forza Italia, attualmente alla ricerca di unità e coesione, è quella più generica e poco definita. Oltre all'abolizione dell'attuale legge viene invocato l'aumento degli assegni minimi. Infine, i cinque punti del progetto Inps sono l'assegno universale, l'unificazione dei trattamenti, l'armonizzazione dei regimi, le uscite flessibili, maggiori contributi aggiuntivi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il