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Pensioni novità quota 100, mini pensioni, quota 41 sono già realtà per alcuni grazie ai privilegi, riforma: ultime oggi martedì

La professione del notaio non può essere esercitata itinerante ma in orari prefissati nel proprio studio. Lo ha precisato l'Alta Corte.




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 11:10 martedì 11 Gennaio 2016):  vedere che vi sono migliaia di persone per cui le novità per le pensioni peggiorative che dovevano scattare in automatico non hanno nulla a che vedere e che possono uscire a cnora a 57 anni fa male mentre per tutti gli altri, la maggior parte,l'età si è alzata 65 anni eandrà presto a 67 anni. A questo punto occorre, e sono giuste le ultime notizie e ultimissime che indicano un nuovo progetto che vorrebbe rivedere tutti i requisiti per qualsiasi attività dalle più semplici alle più dure. Perchè nessuno mette in dubbio che lavorare nella pubblica sicurezza sia duro, ma vi sono altri mestiri altrettanto faticosi che devono avere gli stessi diritti.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 19:47 lunedì 11 Gennaio 2016): Non si poteva fare niente o meglio non si è fatto nulla per le novità sulle pensioni come quota 100, quota 41 o mini pensioni ma queste continuano ad essere una realtà (o anche molto meglio di queste) per migliaia, centiniaia di migliaia di persone che possono andare in pensioni con numerosi previlegi che in molti casi solo stati sfiorati dai peggioramenti che sono andati in vigore in automatico per tutti gli altri. Vediamo sotto alcuni esempi.

Anche le ultime notizie aggiornante a oggi lunedì gennaio 2016 riferiscono come l'introduzione di novità sulle pensioni per limitare le differenze di trattamento non siano più rinviabili.

Pensioni. Appare difficile credere nell'introduzione di vere novità sulle pensioni alla luce del persistere delle tanti posizioni di privilegio ammesse nell'ordinamento italiano. In realtà, è proprio a partire da questo aspetto che dovrebbe iniziare una politica di revisione delle regole previdenziali. Per esempio, in quanti sanno che servono 65 anni per i dirigenti medici e del ruolo sanitario, responsabili di struttura complessa; 70 anni per magistrati e professori universitari di prima fascia; 65 anni per ricercatori universitari e professori associati per andare in pensione?

Dando uno sguardo al settore difesa, sicurezza e soccorso pubblico, si scopre come la pensione di anzianità sia concessa a 57 anni e 7 mesi con 35 anni di servizio o a 40 anni e 7 mesi di servizio, indipendentemente dall'età anagrafica. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, nel caso di almeno 35 anni di servizio, l'accesso al trattamento previdenziale scatta per il dirigente generale a 65 anni, per il dirigente superiore a 63 anni, per le qualifiche inferiori a 60 anni. Se gli anni di servizio sono meno di 35, il dirigente generale può andare in pensione a 65 anni e 7 mesi, il dirigente superiore a 63 anni e 7 mesi, le qualifiche inferiori a 60 anni e 7 mesi.

Riforma notaio. C'è una sentenza dell'Alta Corte, la numero 26146 del 30 dicembre 2015, che è destinata ad avere un impatto significativo sulla professione. Il notaio non può essere itinerante, ma deve essere reperibile nel suo studio in orari prefissati. In buona sostanza, non può muoversi in lungo e n largo sul territorio del distretto della Corte d'appello per esercitare le sue funzioni.

Crollo Borsa Cina. Non si fermano le tensioni sui listini mondiali opo la nuova ondata di vendite sulla Borsa cinese con l'indice Shanghai che ha chiuso in anticipo segnando oltre -7%. La mossa della Cina, che ha sospeso il meccanismo di blocco automatico quando le perdite superano una certa soglia, non è bastato a riportare in positivo le piazze finanziarie europee, che tuttavia hanno contenuto le perdite. Il crollo dei mercati cinesi ridà fiato al prezzo dell'oro, che era finito in affanno negli ultimi mesi per via del rialzo dei tassi deciso dalla Fed, la banca centrale americana, e per via dell'apprezzamento del dollaro.

Riforma telelavoro. Stando al primo comma dell'articolo 23 (disposizioni in materia di telelavoro) del decreto legislativo 80 del 15 giugno 2015 che disciplina la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, i datori di lavoro privati che fanno ricorso all'istituto del telelavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro in forza di accordi collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, possono escludere i lavoratori ammessi al telelavoro dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il