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Banche quali sono a rischio fallimento o difficoltà. La lista e con nuove regole 2016 cosa si rischia

Al lavoro sulla riforma delle Banche di credito cooperative. Tra le ipotesi c'è quella della creazione di una superholding.




La riforma delle banche di credito cooperativo è allo studio di Palazzo Chigi e dovrebbe essere pronta per metà febbraio. La questione sottesa alla riforma sta nel rendere più solido il sistema delle Bcc ovvero delle Banche di credito cooperative. È possibile stabilizzare i bilanci più fragili addossandone i rischi alle aziende con i conti più solidi secondo i desiderata dell'Unione europea. Solo spingendo verso il mutuo soccorso le Banche di credito cooperative più sane si riesce a salvare quelle malate. La strada del salvataggio pubblico è preclusa da quando sono entrate in vigore le norme europee che obbligano a colpire i depositanti quando c'è aiuto di Stato.

Nella riforma del sistema del credito cooperativo una delle ipotesi è la creazione di una superholding, una capogruppo, dentro cui far confluire gli oltre 370 istituti sparsi in Italia. Si tratta di una proposta avanzata da Federcasse, l'associazione di rappresentanza, che però non ha trovato un'ampia convergenza. La caratteristica principale Banche di credito cooperative è quella di essere società cooperative per azioni, mutualistiche e locali. Da oltre 130 anni svolgono il ruolo di banche del territorio, con l'obiettivo di promuovere sviluppo e rispondere alle necessità economiche e sociali delle comunità locali. Gran parte delle più solide si trovano al Centro Nord, quelle che hanno bisogno di aiuto al Sud

La vicenda ha preso le mosse dalla crisi di CariFerrara che coinvolge i territori di Ferrara, Modena e Rovigo, Banca Marche diffusa in tutta la regione delle Marche, Banca Etruria, tra i punti di riferimento nella Toscana del sud e nell'alto Lazio, CariChieti in Abruzzo. I clienti più esposti sono quelli che avevano in una delle banche fallite un patrimonio sotto i 100.000 euro, più del 50% investito in obbligazioni subordinate. Provando a dare qualche numero, depositanti e obbligazionisti sono oltre un milione, le Pmi finanziate 200.000, investimenti di obbligazionisti subordinati 12.500, famiglie con azioni o bond subordinati 130.000. In ogni caso, i tempi per il varo dei provvedimenti si allungano a febbraio per garantire agli obbligazionisti indennizzi a prova di ricorso.

Stando a quanto comunicato dalla Banca d'Italia, sono adesso in difficoltà l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca di Credito Cooperativo Irpina, Cassa di Risparmio di Loreto, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Rurale di Folgaria Banca di Credito Cooperativo, Banca Popolare delle Province Calabre, Banca di Cascina Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo Banca Brutia e Banca di Credito Cooperativo di Terra d'Otranto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il