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Riforma pensioni novità importanti attese nel discorso ufficiale del 19 Gennaio in Parlamento

Nella prossima settimana il presidente del Consiglio potrebbe annunciare novità sulle pensioni. Ci sarà una sorpresa rispetto alle ipotesi circolate in questi giorni?




Appuntamento al 19 gennaio 2016 per avere novità sulle pensioni? Non c'è la certezza, ma le ultime notizie riferite dall'ultimo numero della newsletter del Partito democratico, raccontano come il premier sarà in Aula a Montecitorio per fare il punto sulla situazione ovvero riferire quanto ha sinora fatto l'esecutivo e quanto intende fare nei prossimi mesi. Non è perciò da escludere che, nel contesto di un'analisi complessiva, possa tirare in ballo anche la questione previdenziale. Stando a questi primi anni di legislatura, i passi in avanti nel segno della correzione della legge attuale sono stati ben poco. Più verosimile che il presidente del Consiglio riferisca quali obiettivi intenda raggiungere.

Se c'è una questione dalla quale il premier si è tenuto sapientemente alla larga è stato proprio quello della pensioni. Al di là di qualche annuncio piuttosto generico sulla necessità di facilitare l'uscita dei lavoratori più anziani dal mondo del lavoro, nella sua personale agenda politica, il tema della previdenza occupa da sempre i posti più bassi. E le indiscrezioni circolate in questi ultimi giorni prospettano una novità completamente differente rispetto a quanto immaginato ovvero la concessione di un bonus sulla falsariga di quello degli 80 euro netti al mese concesso a lavoratori dipendenti e assimilati e, solo per il 2016, anche alle forze dell'ordine. A ben vedere, i pensionati sono tra le poche categorie che sono rimaste fuori da questa partita.

Dalla fine dello scorso anno sta scalando posizioni nella graduatoria del dibattito politico, la possibile introduzione dell'assegno universale. Prima è stato il turno del ministro dell'Economia, poi del presidente della Camera dei deputati. Il punto centrale è relativo alle modalità di finanziamento di questo strumento di sostegno al reddito. L'Italia spinge per il coinvolgimento dell'Europa che, da parte sua, arretra rispetto all'apertura del portafogli, ma è comunque favorevole all'applicazione di questa misura. A parte il nostro Paese e alla Grecia, l'assegno universale trova spazio ovunque. Non è quindi da escludere che se ne riparli con sempre maggiore intensità nelle prossime settimane.

Difficile, invece, che riescano a trovare spazio le tante proposte avanzate a più riprese dall'intero arco politico, dall'applicazione di quota 100 a quella di quota 41 per i lavoratori precoci, dal congedo a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima sull'assegno dell'8% sulla base dell'età del ritiro al ricalcolo degli assegni previdenziali con il contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il