BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie il rilancio e le novità dell'Istituto di Previdenza grazie Europa per quota 100, mini pensioni, quota 41

Per cambiare le pensioni in Italia occorre il coinvolgimento anche dell'Europa. Si intravedono i primi spiragli positivi.




Serve anche il via libera dell'Unione europea per introdurre novità sulle pensioni. Più semplice a dirsi che a farsi, verrebbe da dire, ma come riferiscono le ultime notizie, c'è ottimismo da parte del presidente del maggiore istituto di previdenza italiana sull'atteggiamento di Bruxelles. In particolare, sistemi come quota 100 e mini pensioni, se sapientemente mixati in grado di coniugare esigenze economiche e di sostenibilità sociale, riuscirebbero a passare il vaglio dell'Europa. L'obiettivo finale, infatti, è di legare i cambiamenti sulle pensioni a quelli sul mercato del lavoro in un'ottica di diminuzione della disoccupazione giovanile attraverso il ricambio generazionale.

Quanto il ruolo dell'Europa sia decisivo per il rilancio delle pensioni in Italia è dimostrato dalla ripresa del dibattito intorno all'opportunità di introdurre l'assegno universale finanziato dalla stessa Unione. Questa volta è stato il turno del presidente della Camera dei deputati, solo pochi mesi fa la stessa posizione era stata espressa dal ministro dell'Economia. A ben vedere l'Italia è uno dei due Paesi (l'altro è la Grecia) in cui l'assegno universale non trova spazio. Come spiegato, il nodo è rappresentato dalla copertura economica e non è un caso che l'esecutivo stia insistendo sul coinvolgimento di Bruxelles.

Una spia interessante della posizione dell'Europa è quella accesa dal Corriere della Sera che ha intervistato Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea con delega all'euro e al Dialogo sociale. Ex premier lettone, è un convinto sostenitore di un approccio prudente e responsabile alle finanze pubbliche. A suo dire, l'applicazione del Patto di stabilità e crescita è stato interpretato in modo diverso dagli Stati. Togliere rigidità alle regole è possibile su base temporanea e per circostanze specifiche. I Paesi dell'Unione - argomenta Dombrovskis - dovrebbero puntare a raggiungere la sostenibilità fiscale, che richiede politiche fiscali prudenti e responsabili, invece di un chiedere un ammorbidimento senza limiti delle regole.

Insomma, il discorso va inquadrato nella sua generalità e nella sua complessità. Fa poi notare come ci sia spazio per migliorare la capacità di crescere in modo sostenibile e assorbire la disoccupazione ancora alta. Le riforme strutturali sono l'elemento chiave: "Apprezziamo i progressi fatti e incoraggiamo un'ulteriore azione decisiva sulle riforme: ad esempio modernizzando la pubblica amministrazione, riducendo il peso della burocrazia sulle imprese, liberalizzando i servizi, riformando l'istruzione". Il passo successivo è quindi quello delle pensioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il