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Pensioni ultime notizie le indicazioni attuali e le novità in parte cambiate da Nuova Sinistra, Pd, Lega, Movimento 5 Stelle, Fi

Sarà difficile cambiare le pensioni in Italia senza una reale convergenza sulle misure e sulle novità da introdurre.




La situazione sulle novità pensioni in Italia sta assumendo contorni paradossali. Come riferiscono le ultime notizie, tutti i partiti sono d'accordo per introdurre cambiamenti significativi ovvero modificare l'attuale legge previdenziale, giudicata troppo rigida sia in riferimento ai requisiti per uscire dal lavoro con qualche anno di anticipo e sia in termini di ricambio generazionale. Eppure poco o nulla è stato fatto e si continua a fare. Non ci sono solo ragioni di ordine economico a frenare le modifiche, ma anche il sostanziale disaccordo che si registra sulle misure da implementare. Lo stesso Partito democratico, ad esempio presenta al suo interno diverse anime.

C'è quella conservativa, che passa dalla posizione del premier, piuttosto prudente quando si tratta di avere a che fare con le pensioni. Nonostante qualche annuncio di facciata piuttosto generico, non ha finora indicato il percorso da seguire. Qualche indicazione utile potrebbe arrivare dal discorso che farà il 19 gennaio in Aula a Montecitorio. Le ultime indiscrezioni non escludono la proposizione di un bonus simile a quello di 80 euro netti al mese introdotto in questo 2016 per le forze dell'ordine e in vigore da oltre un anno e mezzo per lavoratori dipendenti e assimilati. Si tratta solo di un'ipotesi che ancora non ha trovato riscontri ufficiali.

Poi c'è la posizione della sinistra del Partito democratico che, oltre alla richiesta di applicare quota 100 o le mini pensioni, invoca una minore rigidità per chi intende congedarsi un po' prima rispetto a quanto fissato dall'attuale legge previdenziale. Il punto di partenza è rappresentato dal disegno di legge del presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati che prevede il ritiro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima sull'assegno dell'8% sulla base dell'età effettiva della richiesta di accesso al trattamento previdenziale. Questo scenario è stato a più riprese bocciato per l'assenza di coperture economiche. Nella scia della minoranza dem c'è la Nuova Sinistra, che spinge sulle riforme in ambito sociale.

Decisamente più drastiche sono le posizione della Lega e di Forza Italia, entrambe favorevoli allo smantellamento delle norme attuali. Un obiettivo difficilmente raggiungibile senza una valida alternativa a una legge che è in grado di assicurare ingenti risparmi sulla spesa previdenziale. Per il Movimento 5 Stelle, la chiave per cambiare le pensioni in Italia è nota da tempo e passa dall'assegno universale, la cui formulazione, tuttavia, non coincide con quella immaginata dal ministro dell'Economia che prevede il coinvolgimento finanziario di Bruxelles.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il