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Affitto 2016: regole ufficiali tra nuove e vecchie pagamento, garanzie, fisco, Imu, Tasi, ristrutturazioni, detrazioni

Questi 12 mesi del 2016 si caratterizzano per tante novità, come l'abolizione della Tasi sulla prima casa che coinvolge anche chi ha un'abitazione in affitto.




Sono tanti i cambiamenti sul versante delle case in affitto che caratterizzano il 2016. In prima battuta si segnala l'abolizione della Tasi sulla prima casa, tranne quelle di lusso, quelle signorili e i castelli. Parte dell'imposta, che finanzia i servizi indivisibili, era infatti a carico dei locatari per una quota variabile tra il 10 e il 30% in base alle decisioni della singola amministrazione comunale.

Tra le altre novità in vigore per questi 12 mesi del 2016 si segnala che con il contratto di locazione finanziaria di immobile da adibire ad abitazione principale, la banca o l'intermediario finanziario iscritto nel relativo albo, si obbliga ad acquistare o a far costruire l'immobile su scelta e secondo le indicazioni dell'utilizzatore, che se ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo mette a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tenga conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l'utilizzatore ha la facoltà di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito.

Come stabilità nel testo della manovra, in caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria per inadempimento dell'utilizzatore, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a corrispondere all'utilizzatore quanto ricavato dalla vendita o da altra collocazione del bene avvenute a valori di mercato, dedotta la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione, dei canoni a scadere attualizzati e del prezzo pattuito per l'esercizio dell'opzione finale di acquisto. L'eventuale differenza negativa è corrisposta dall'utilizzatore al concedente. Nelle attività di vendita e ricollocazione del bene, la banca o l'intermediario finanziario deve attenersi a criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell'utilizzatore.

Per il contratto, l'utilizzatore può chiedere, previa presentazione di apposita richiesta al concedente, la sospensione del pagamento dei corrispettivi periodici per non più di una volta e per un periodo massimo complessivo non superiore a dodici mesi nel corso dell'esecuzione dello stesso contratto. In tal caso, la durata del contratto è prorogata di un periodo eguale alla durata della sospensione. Al suo termine, il pagamento dei corrispettivi periodici riprende secondo gli importi e con la periodicità originariamente previsti dal contratto, salvo diverso patto eventualmente intervenuto fra le parti per la rinegoziazione delle condizioni del contratto medesimo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il