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Pensioni ultime notizie indicazioni e novità potenziali quota 100, mini pensioni da incontro Ministri Economia Europei

Nuove probabili indicazioni sulle pensioni dall’incontro dei ministri europei del Tesoro: cosa aspettarsi, ultime notizie e possibilità concrete di cambiamenti




Ad inizio del nuovo anno 2016 sono tanti già gli appuntamenti in programma per l'esecutivo anche se le novità sulle pensioni continuano a scarseggiare. Continuano, infatti, a non essere positive le ultime notizie che sono ancora molto vaghe sui possibili ulteriori cambiamenti pensionistici da approvare nel breve periodo. Sembra, dunque, che poco, se non nulla, sia cambiato rispetto a qualche settimana fa quando, alle soglie della fine del vecchio anno, le speranze di riprendere le discussioni sulle pensioni per arrivare a cambiamenti certi sono slittate tutto a questo mese di gennaio che, però, non preannuncia al momento ancora nulla di buono.

Nuove indicazioni eventuali si attendono per mercoledì prossimo quando è in programma un incontro tra i ministri europei del Tesoro e probabilmente in quella sede potrebbero emergere novità sulle pensioni, anche se sembra piuttosto difficile. L’unica cosa certa è che a livello europeo si discuterà sicuramente dell’assegno universale, nel nostro Paese rilanciato negli ultimi tempi anche dalla presidente della Camera e dal ministro dell’Economia, e già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, motivo per cui una sua approvazione in Italia significherebbe un adeguamento al modello europeo.

In discussione dovrebbe esserci anche la richiesta di utilizzare i fondi in più che dovrebbero arrivare per le pensioni. è vero che da sempre l'Europa si dice contraria a cambiamenti pensionistici in Italia ma è anche vero che ha sempre sostenuto la possibilità di novità in rapporto al rilancio dell'occupazione e, quindi, dell'economia in generale. E la richiesta di sfruttare i soldi in più per le pensioni, e dunque per sistemi come quota 100, mini pensione, quota 41, si orienterebbe proprio in tal senso. Permettendo ai lavoratori più anziani, come spesso abbiamo spiegato, infatti,  di andare in pensione prima, si rilancerebbe il mondo occupazione giovanile giacchè si creerebbero nuovi posti di lavoro in cui impiegare i più giovani, e, conseguentemente, anche la produttività e quindi l'economia in generale, soddisfacendo le richieste di miglioramento sociale della stessa Europa.

Utilizzando i soldi in più per approvare questi sistemi eventuali e considerando le penalità che ognuno di essi richiederebbe al lavoratore che decidesse di andare in pensione prima, non occorrerebbe l'impiego di fondi ulteriori da parte dello Stato e quindi non si andrebbero a toccare i conti pubblici. E’ vero che per permettere a tutti di uscire prima servirebbero soldi iniziali ma è anche vero che nel lungo periodo verrebbero recuperati e che le penalità di cui abbiamo appena parlato permetterebbero, addirittura, di accumulare anche nuovi risparmi. Resta da capire se i piani dell’esecutivo riescano davvero a rispondere alle richieste dell’Europa e se il problema delle risorse economiche che scarseggiano possa essere considerato non più un ostacolo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il