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Pensioni ultime notizie cosa Ŕ stato fatto finora dal Premier rispetto quello annunciato quota 100, mini pensioni compreso

Dopo due anni di annunci e promesse rimaste solo parole Ŕ arrivato il momento di agire effettivamente con cambiamenti e novitÓ reali sulle pensioni: la situazione attuale




I programmi dell’annunciata spending review dell'anno scorso non sono stati rispettati in pieno e le novità confermano che è stata attuata solo in parte: nulla è stato, infatti, tagliato così come avrebbe dovuto, tanto che alcuni protagonisti di questo lavoro hanno anche lasciato la propria carica, come accaduto, per esempio, con Roberto Perotti, uno dei consulenti di palazzo Chigi per la spending review che a inizio novembre è andato via.

Perotti aveva proposto un taglio selettivo delle cosiddette tax expenditures, cioè di quelle agevolazioni fiscali che ogni anno costano un sacco di soldi allo Stato e da cui si sarebbe potuto recuperare ben un miliardo di euro. Ma nulla in tal senso è stato fatto, così come nulla è stato fatto anche in riferimento ad altri tagli già pianificati e quella spending di 10 miliardi annunciata dal premier Renzi inizialmente alla fine si è fermata a 5,8, la metà. A rilanciare sulle misure della spending review è stato poi Yoram Gutgeld, voluto direttamente dal premier.

Il lavoro di Gutgeld è fondamentale anche per le pensioni nella prospettiva di un progetto di revisione generale delle spese a 360 gradi. Lui, infatti, sostenuto dallo stesso premier, aveva annunciato la possibilità di revisione di agevolazioni e detrazioni fiscali per le famiglie, da cui si sarebbero potuti ricavare soldi da impiegare in ulteriori cambiamenti, anche per le pensioni, e il piano di cambiamenti negativi per le pensioni stesse, vale a dire di revisione di pensioni di invalidità, guerra, reversibilità, baby pensioni che avrebbero permesso anch’esse di accumulare nuovi soldi da reimpiegare poi in successivi cambiamenti positivi, come quota 100, mini pensioni o assegno universale.

Il premier ha sempre seguito queste strade di lavoro, giudicando positivamente il piano di cambiamenti negativi sulle pensioni stesse nella prospettiva di successivi cambiamenti migliorativi. Ma dei suoi annunci, nessuno è stato realmente realizzato sulle pensioni, anche se non c’è da stupirsi, considerando che nella sua agenda di lavoro il capitolo pensioni è stato fissato al 2017. Ci vorrebbe dunque ancora un altro anno per vedere davvero cambiamenti reali per le pensioni. Ma è urgente dare qualcosa adesso.

Dopo l’effettiva diminuzione delle tasse, il bonus di 80 euro a statali e Forze dell'Ordine e gli sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato è, infatti, importante intervenire ora sulle pensioni, dopo due anni ormai di annunci e promesse rimaste al momento solo parole. E le ipotesi di lavoro potrebbero essere tante ma la verità è che non vi è alcuna certezza per i prossimi mesi nonostante ci si avvii alle elezioni amministrative 2016 che dovrebbero rappresentare una spinta per l’esecutivo a cambiare realmente le pensioni, a 360 gradi, tanto care ai cittadini, soprattutto per riconquistare consensi e fiducia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il