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Pensioni ultime notizie indicazioni e novità riforma pensioni da Fedriga, Poletti, Tripiedi, Renzi, Boeri numerose e interessanti

Le ultime affermazioni sulle pensioni e su ipotetiche prossime novità da parte del premier Renzi e da Tripiedi, Poletti, Fedriga, Boeri, Morando




All’inizio di un nuovo anno sembra che non siano cambiate le posizioni di alcuni autorevoli esponenti dell’esecutivo sulla questione previdenziale. E se alcuni continuano a sostenere la necessità di novità urgenti, altri continuano a rimandare e le ultime notizie confermano che non sono solo gli ostacoli economici a bloccare l’approvazione di cambiamenti pensionistici ma è anche la totale mancanza della volontà politica.

E, infatti, Tripiedi, deputato del Movimento 5 Stelle, non nutre poi così tanta fiducia negli annunci di cambiamenti sulle pensioni, considerando che quasi sempre l'esecutivo ha annunciato lavori che poi non sono stati effettivamente compiuti e che sulla questione previdenziale ha sempre fatto promesse rimaste, finora, sempre e solo parole. E rilancia essenzialmente sulla quota 41 per lavoratori usuranti e precoci, i lavoratori che sono stati maggiormente penalizzati dall'entrata in vigore dell'attuale legge pensioni, così come sull'aumento del fondo loro dedicato, e attende di vedere se effettivamente i prossimi mesi saranno quelli della reale svolta per le pensioni.

Il ministro del Lavoro Poletti ha chiaramente fatto capire che l’esecutivo procederà a lavorare nuovamente sulle pensioni se ci saranno le condizioni ideali, il che conferma che non esiste ancora un quadro certo di ripresa dei lavori e che al momento si tratta solo di annunci e ipotesi. Nuove indicazioni sulle pensioni sono arrivate anche dai discorsi di fine anno, occasione in cui si fa solitamente il bilancio dell’anno appena trascorso e ci si pongono gli obiettivi per quello a venire. Partendo dal premier Renzi, che negli ultimi mesi è rimasto in silenzio sulle pensioni e non ha fatto alcun riferimento diretto alla questione, nonostante il pieno sostegno al piano del presidente dell’Istituto di Previdenza il quale, come ben noto, ha annunciato già tempo fa che la sua intenzione sarebbe stata quella di rimettersi a lavoro sulle pensioni sin dai primi mesi di questo nuovo anno sia per l’assegno universale che per la possibilità di uscita prima, senza considerare il lavoro da portare avanti per la cancellazione delle ricongiunzioni onerose.
Il presidente della Repubblica Mattarella, invece, che è stato protagonista di un discorso di fine anno ad ampio raggio e decisamente completo, facendo riferimento alla necessità di rilancio dell’occupazione e ai problemi sociali, ha sottinteso la necessità di lavori sulle pensioni, ma senza alcun diretto riferimento alla questione. Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera Lega, continua a sostenere il ricalcolo contributivo per gli assegni pensionistici superiori a 5.000 euro e l’approvazione della quota 100.

Affermazioni che ricalcano quanto detto già tempo fa da parte del viceministro dell’Economia Morando, secondo cui l’esecutivo dovrebbe riprendere sì la discussione sulle pensioni ma senza arrivare necessariamente ad una totale revisione dell’attuale legge. I confronti, secondo quanto detto da Morando, dovrebbero riguardare i piani di uscita prima e se sia realmente necessario cambiare le attuali norme, considerando che esistono già, secondo il viceministro, meccanismi che permettono ad alcuni lavoratori di lasciare prima il lavoro. Per Morando, inoltre, pensare all’attuazione di meccanismi di uscita prima non può prescindere dalla necessità di tenere sotto controllo i conti dello Stato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il