BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie indicazioni e novità per pensioni da depenalizzazioni reati collegati seppur in modo invisibile o quasi

La difficoltà a introdurre novità sulle pensioni è la stessa che incontra il governo nel cambiare le norme sul reato di clandestinità.




C'è molto in comune tra il freno a mano tirato in relazione alle novità sulle pensioni e il semaforo rosso acceso dinanzi alla prospettiva di cambiare la norme sul reato di clandestinità. Alla base delle due decisioni ci sono anche considerazioni strategiche sull'imminenza delle elezioni amministrative di primavera, che coinvolgeranno anche Milano, Napoli e Roma. Le ultime notizie, affiancate ai sondaggi più recenti, raccontano come non sia consigliabile mettere mano su due delle questioni più delicate, anche dal punto di vista emotivo. Sia in senso positivo sia nell'altro, appare sempre un'operazione rischiosa quella di modificare le regole sulla previdenza, anche se la percezione comune è proprio quella di introdurre modifiche profonde.

Comunque la si guardi, le attuali norme sulle pensioni sono ben viste da chi governa perché hanno ridotto la spesa per lo Stato, anche grazie allo spostamento progressivo del taglio del traguardo del congedo. La difficoltà a cambiarle nasce quindi da presupposti economici. Non è un caso che le tante proposte avanzate negli ultimi mesi siano state respinti per l'eccessivo impegno economico richiesto o per la mancata indicazioni di affidabili coperture. Intervenire su pensioni e reato di clandestinità, poi, significherebbe anche mettere in discussioni i rapporti con i principali alleati di governo, tra cui il Nuovo centro destra, con cui le posizioni non sono perfettamente allineate.

E poco sembrano incidere le critiche dei giudici che si trovano ad affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli da quando l'immigrato viene fermato senza documenti. Segue un ordine di espulsione a cura del prefetto e poi del questore. Quando il clandestino viene fermato successivamente, e grazie alle impronte digitali si verifica che non ha ottemperato già a diversi ordini di espulsione, scatta la denuncia a piede libero per immigrazione clandestina. La procura lo iscrive a registro degli indagati e il fascicolo è assegnato al giudice di pace. Mentre l'indagato si rende irreperibile, viene nominato un avvocato d'ufficio. Sarà lui a curare la difesa dell’indagato e verrà pagato dallo Stato secondo le regole del gratuito patrocinio.

Il giudice di pace impiega mediamente tre udienze per definire ogni procedimento. La sentenza è scontata, ma altrettanto scontato che l'ammenda è inesigibile. Gli uffici di cancelleria a quel punto vengono impegnati per notificare l'ammenda al domicilio dell'imputato facendo lavorare a vuoto sia i funzionari del tribunale, sia gli agenti notificatori. Per ogni sentenza relativa al reato di immigrazione clandestina, il giudice di pace viene pagato 10 euro.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il