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Pensioni ultime notizie esecutivo e Presidente Istituto Previdenza nuove indicazioni concordanti quota 100, mini pensioni

Nuove indicazioni pensioni su piani di lavoro esecutivo e Istituto di Previdenza: necessità di convincere Europa dei vantaggi di cambiamenti eventuali




Arrivano nuove indicazioni sulle pensioni che sembrano mettere ancora una volta d’accordo esecutivo e Istituto di Previdenza: esattamente come accaduto per le misure del piano pensioni dell’Istituto, la cui presentazione è stata concordata proprio con l’esecutivo, l’Istituto torna a parlare di necessità di lavorare sulle pensioni ma insieme all’Europa, appoggiando la posizione espressa dal premier stesso secondo cui con i vincoli imposti non è possibile sostenere crescita dell’occupazione e benessere. Secondo il premier, infatti, l’Italia ha fatto tutto quello che l’Europa ha sempre chiesto per cui è arrivato il momento di invertire la tendenza di lavoro.

Per il premier la strada giusta da intraprendere per riportare il Paese alla crescita è lavorare sulla strada delle riforma esattamente come fatto con il Jobs Act o le riforme di scuola e Pubblica Amministrazione.  Ciò significa che potrebbe essere arrivato il momento di concedere aperture al nostro Paese per agire sulle pensioni, ricorrendo a quei sistemi, come quota 100 o mini pensioni, che permetterebbero di rivedere i requisiti di uscita dal lavoro per tutti, con il duplice vantaggio di rilanciare l’occupazione giovanile da una parte e di accumulare nuovi risparmi, sul lungo periodo, dall’altro, soddisfacendo, poi, quelle che sono le richieste della stessa Europa.

E’ stata l’Europa stessa, infatti, a dirsi più volte favorevole a cambiamenti se volti al rilancio di welfare e lavoro. Ma dall’Europa dicono che maggiori aperture potrebbero esserci solo in base a quanto il Paese si dimostra in grado di ridurre il debito pubblico, ancora molto alto. L’unica certezza è quella che piani di esecutivo e Istituto di Previdenza coincidono, sostenuti, tra l’altro, anche dall’intenzione, espressa già mesi fa, dal presidente, così come dal commissario per la spending review, di convincere l’Europa dei vantaggi che deriverebbero dalle modifiche alle pensioni.

Si attende, dunque, solo il momento giusto per agire. L’unica misura sostenuta da tutti, intanto, è l’assegno universale, unica misura cui apre anche l’Europa per l’Italia, ma solo perché si tratta di una prestazione sociale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei, per cui introdurlo in Italia significherebbe adeguare il nostro Paese al modello europeo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il