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Riforma pubblica amministrazione misure ufficiali nulle oggi Consiglio Ministri venerdý, novitÓ future e rinnovo contratti statali

Approdano venerdý in Consiglio dei ministri i nuovi decreti sulla riforma della pubblica amministrazione, ma non c'Ŕ lo sblocco dei contratti degli statali.




AGGGIORNAMENTO ULTIME NOTIZIE E NOVITA' OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI E RIFORMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Oggi vi sarà il Consiglio dei Ministri venerdì 15 Gennaio 2016 con tutte le novità per la riforma pubblica amministrazione con i primi atti ufficiali che diventano leggi e poi si continuerà con una serie di novità imprtanti per il rinnovo dei contratti degli statali e dei dipendenti pubblici, ma come detto  sotto non oggi.

Il percorso di riforma della pubblica amministrazione passa attraverso i decreti che venerdì 15 gennaio 2016 finiranno in Consiglio dei ministri. Non ci sarà invece spazio per il rinnovo dei contratti degli statali. Lo sblocco ci sarà (lo ha decretato l'Alta Corte), ma l'esecutivo rinvia l'appuntamento alla riduzione dei comparti pubblici da 11 a 4. Chiuso questo capitolo si aprirà quello del rinnovo vero e proprio, anche se la somma stanziata è destinata a provocare qualche muso lungo di troppo. Per i dipendenti pubblici, l'aumento medio in busta paga sarà di circa 10 euro lordi.

Ma cosa succederà venerdì e quali sono i cambiamenti più importanti per la pubblica amministrazione? Entro 4 mesi dalla pubblicazione del decreto attuativo si passa da 105 a 60 Camere di commercio con una ridefinizione delle funzioni attribuite e dei diritti annuali dovuti dalle aziende iscritte. Il piano dovrebbe portare alla riduzione delle società a partecipazione pubblico e privato da 8.000 a circa 1.000. L'obiettivo è ridurre le finalità per cui possono essere costituite nuove società, che potranno essere solo Società per azioni o Società a responsabilità limitata. Si introducono obblighi di riduzione del personale e norme sulla mobilità con una situazione a cavallo fra le crisi d'impresa e l'operazione che si sta provando con le Province.

Un decreto delegato prevede di ridisegnare i servizi pubblici locali su distretti più ampi degli attuali. La delega prevede anche l'individuazione di funzioni essenziali con la soppressione dei regimi di esclusiva non conformi ai principi in materia di concorrenza. Con in più incentivi e premialità agli enti locali che scelgono di aggregare la gestione. Da segnalare la riduzione degli enti minori ovvero lo sfoltimento del complesso di organismi doppioni o le microrealtà. La norma si inserisce all'interno del disegno più ampio volto a riformare tutta la macchina dello Stato. La riforma prevede anche interventi sui Ministeri fino agli enti di ricerca.

La nuova conferenza dei servizi si svolgerà perlopiù senza riunioni fisiche ma solo con l'invio per posta elettronica dei documenti. E le decisioni finali scatteranno entro 60 giorni, posto che si considererà come acquisito l'assenso delle amministrazioni che non si sono espresse. Previsto un unico rappresentante per le amministrazioni statali, uno per ogni regione e uno per ogni comune. Di diverso tenore è la questione del bonus di 80 euro netti al mese per le forze dell'ordine. Sarà elargito solo per questi 12 mesi, per un importo complessivo di 960 euro, e non sarà legato al reddito percepito. In buona sostanza spetterà a tutti, tranne che a chi ricopre cariche dirigenziali. Da segnalare che i forestali che passano nei Carabinieri manterranno lo stesso stipendio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il