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Mutuo 2016 tasso variabile o fisso: quale conviene scegliere. Consigli per quest'anno 2016

La scelta del mutuo da sottoscrivere in questo 2016 è molto importante e deve essere effettuata sulla base di alcune indicazioni ben precise.




Quale mutuo scegliere in questo 2016? A tasso fisso o variabile? Si tratta di domande le cui risposte non sono univoche e dipendono da molti indicatori, la maggior parte dei quali sono di carattere personale. Occorre valutare il proprio reddito e, per chi non ha un'entrata fissa, le aspettative in prospettiva e determinare la propria disponibilità sottratte le spese ordinarie. E poi ci sono ragioni di carattere più generale, riguardanti l'andamento dell'economia, che sono da tenere in debita considerazione soprattutto per chi sceglie la soluzione del tasso variabile, suscettibile alle oscillazioni di un parametro di riferimento ovvero un tasso di mercato o di politica monetaria.

Ebbene, a parità di durata, i tassi variabili, anche e soprattutto in questo inizio 2016, sono più bassi di quelli fissi, ma possono aumentare nel tempo, facendo così aumentare l'importo delle rate. Questa soluzione è consigliabile a chi preferisce un tasso in linea con l'andamento del mercato ed è quindi in grado di sostenere eventuali aumenti dell'importo delle rate. In questo contesto ricopre un ruolo fondamentale lo spread ovvero la differenza tra il parametro di riferimento e il tasso effettivamente applicato. La tendenza è quella di un calo progressivo. In genere, i parametri di riferimento per il tasso variabile sono l'Euribor o il tasso ufficiale fissato dalla Banca centrale europea.

Per il tasso fisso è invece l'Eurirs. Con il mutuo a tasso fisso, la rata da versare è la stessa fino alla fine del contratto. Nel lungo periodo può essere una strada vantaggiosa, ma non sarà possibile sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato. Di conseguenza, è suggerito a chi vuole certezze sugli importi delle singole rate e dell'ammontare complessivo del debito da restituire. In realtà, esiste anche una terza soluzione: il mutuo a tasso misto, il cui tasso di interesse può passare da fisso a variabile o da variabile a fisso con scadenze fisse e sulla base delle condizioni indicate nel contratto.

Attenzione poi ai costi aggiuntivi ovvero il compenso all'intermediario per le spese di istruttoria; le spese di perizia, che possono essere richieste per la valutazione dell'immobile da ipotecare; le spese notarili per il contratto di mutuo e l'iscrizione dell'ipoteca nei registri immobiliari; il costo del premio di assicurazione a copertura di danni sull'immobile; gli interessi di mora in caso di pagamenti ritardati; la commissione annua di gestione della pratica, le spese per l'incasso rata, le spese per l'invio di comunicazioni.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il