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Pensioni 2016 come fare ad uscire prima. Come funzionano, calcolo ricongiunzioni e totalizzazione. Per chi, come, quando

Ricorrere alla totalizzazione o alla ricongiunzione dei contributi versati per andare in pensione prima in attesa di novità universale e definitive dall’esecutivo: come fare e cosa sapere




Al via dal primo gennaio 2016 le nuove norme di uscita dal lavoro per tutti: le ultime notizie confermano infatti un aumento dell’età pensionabile per lasciare il lavoro da quest’anno. Uomini e donne del comparto pubblico possono, infatti, andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, mentre le lavoratrici del settore privato andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni e 7 mesi, quelle autonome a 66 anni e 1 mese; e sale anche la contribuzione richiesta, passata dai 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, di 41 anni e 10 mesi per le donne.

E’ possibile però andare in pensione prima in base ai requisiti raggiunti. In tal caso occorre innanzitutto distinguere tra coloro che hanno maturato un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e coloro che hanno ricevuto il primo accredito contributivo a partire dal primo gennaio 1996. Nel primo caso i requisiti per poter andare in pensione prima nel 2016 sono l’aver maturato 42 anni e 6 mesi di contributi per gli uomini, e l’aver maturato 41 anni e 6 mesi di contributi per le donne. Per chi ha maturato gli anni contributivi a partire dal primo gennaio 1996, si può andare in pensione prima a 63 anni di età, purché risultino almeno 20 anni di contribuzione effettiva.

Nell’attesa che l’esecutivo finalmente arrivi a conclusioni concrete su piani di quota 100 o mini pensione per permettere a tutti di andare in pensione prima, seppur a fronte di penalizzazioni, è possibile uscire prima anche attraverso i sistemi di ricongiunzione o totalizzazione dei contributi versati nelle diverse gestioni pensionistiche. Si tratta sì di possibilità che potrebbero essere sfruttate per rimanere meno a lavoro ma cui non tanti ricorrono soprattutto a causa dei costi onerosi che la ricongiunzione, per esempio, comporta.

Ricongiungere tutti i contributi previdenziali versati in gestioni diverse può essere infatti molto costoso, tanto che l'esecutivo sta proprio discutendo della possibilità di cancellare queste ricongiunzioni onerose per agevolare i cittadini. Il costo della ricongiunzione varia a seconda della retribuzione, dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva maturata dal lavoratore. Per chiedere la ricongiunzione, il lavoratore deve aver maturato contributi in almeno due diverse gestioni previdenziali senza averli già utilizzati.

Del tutto gratuita è, invece, la totalizzazione che permette l’erogazione di un’unica pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità o ai superstiti ai lavoratori che hanno versato contributi in diverse casse, gestioni o fondi previdenziali. Possono chiedere la totalizzazione dei loro contributi i lavoratori che hanno versato contributi in casse o fondi pensionistici diversi e può essere utilizzata da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti.

La totalizzazione per ricevere un’unica pensione vale per tutti i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti; alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria; alla gestione separata dei lavoratori parasubordinati; alle forme pensionistiche obbligatorie, agli appositi albi o elenchi gestiti dagli Enti previdenziali privatizzati; al fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

La facoltà di totalizzazione può essere esercitata anche dai superstiti per la liquidazione della pensione ai superstiti di assicurato, anche se quest’ultimo sia deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione. In ogni caso, il trattamento pensionistico viene determinato esclusivamente con calcolo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il