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Pensioni novità oggi emergono e continuano i privilegi per numerose categorie senza riforma pensioni: novità oggi sabato

L’obiettivo dell’esecutivo e dell’Istituto di Previdenza è rendere il nostro sistema pensionistico equo per tutti e sostenibile ma continuano discriminazioni: ultime notizie su privilegi di alcune categorie




Il capitolo pensioni resta ancora uno dei più controversi per l’esecutivo: dopo l’approvazione di novità minime per quest’anno, ciò che si desidera è riuscire ad approvare soluzioni universali capaci di modificare gli attuali requisiti di uscita dal lavoro ma anche di rendere più equo e sostenibile il sistema previdenziale italiano. Il problema è che nonostante questi buoni propostiti, le ultime notizie sulla gestione pensionistica confermano ancora diverse discriminazione nei trattamenti dei lavoratori.  

I lavoratori del comparto difesa e sicurezza, per esempio, godono di privilegi nell’uscita dal lavoro. Se, infatti, dal primo gennaio di quest’anno l’età pensionabile è salita per tutti di quattro mesi e per andare in pensione non bisognerà raggiungere più i 66 anni e tre mesi ma i 66 anni e sette mesi, i lavoratori del comparto difesa e sicurezza possono andare in pensione di anzianità a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o se hanno una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall'età anagrafica.

Per la pensione di vecchiaia, invece, bisogna raggiungere i 60 anni di età, con alcune eccezioni, per cui i generali delle Forze armate, di divisione (nell'Esercito) o gradi corrispondenti dovranno raggiungere i 61 anni che diventano 62 per i generali di brigata della Guardia di finanza del ruolo aeronavale; 63 per i generali delle Forze armate, di corpo d'armata (nell'Esercito) o gradi corrispondenti; 65 per alcuni altri generali delle Forze armate. Il requisito anagrafico non si adegua agli alla speranza di vita se al compimento di limite di età detto sono già stati maturati i 35 anni di contributi. Se gli anni di contribuzione richiesta non sono stati raggiunti allora scatterà l’adeguamento alla speranza di vita.

Possono andare in pensione prima rispetto ai requisiti saliti quest’anno anche i lavoratori del comparto dello spettacolo: vanno, infatti, in pensione a 64 anni e 7 mesi di età, che scendono a 61 e 7 mesi, attori, conduttori, direttori di orchestra, lavoratori appartenenti al mondo della moda. In pensione a 61 anni e 7 mesi di età per gli uomini che scendono a 58 anni e 7 mesi per le donne, cantanti, concertisti e orchestrali. Godono di privilegi anche altri lavoratori appartenenti all’Istituto di Previdenza, categorie, come piloti e assistenti di volo, prefetti, che percepiscono assegno mensili gonfiati, decisamente più alti rispetto al valore degli effettivi contributi versati, senza considerare poi il caso dei vitalizi dei politici.

Anche i dipendenti di alcune aziende private godo di privilegi nei trattamenti pensionistici: da Luxottica, a Enel e Unicredit, sono diversi i casi di aziende private che permettono ai propri dipendenti, sulla base di accordi tra lavoratore stesso e azienda, di andare in pensione prima, solitamente con meccanismi che favoriscono un turn over. Luxottica, per esempio, per favorire il ricambio generazionale ha avviato dallo scorso dicembre la staffetta.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il