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Partita Iva 2016 Minimi, Forfettaria nuove regime, Ordinaria: quale aprire.Tutto quello che si deve sapere per far scelta migliore

Nuove norme per Partite Iva 2016 e regime dei minimi e forfettario: cosa sapere prima di aprire una nuova Partita Iva e a quale regime aderire




Con l’inizio del nuovo anno liberi professionisti e titolari di Partita Iva si chiedono quale sia il regime più conveniente da adottare per il pagamento delle tasse in base alla propria attività professionale. Dal primo gennaio, ricordiamo, è in vigore il nuovo regime dei minimi che prevede un’aliquota del 5% su guadagni fino a 30mila euro e per i primi cinque anni di attività, dopodiché la tassazione salirà al 15%. Per le partite Iva senza cassa, l'aliquota contributiva per l'Inps è stata bloccata fermata al 27,72%, dall’innalzamento graduale previsto fino al 33,72%.

In particolare, per i contribuenti che decidono di aprire una partita Iva per attività professionali soggette a iscrizione alla gestione separata Inps, professionisti senza cassa occorre distinguere due situazioni e cioè soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici; e soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione. Sono i soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici ad essere assoggettati all’aliquota del 27,72% sul reddito fiscale dichiarato, mentre i soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione, invece, saranno soggetti all’aliquota Inps ridotta al 24% sul reddito fiscale dichiarato.

Per aprire una nuova Partita Iva con nuovo regime dei minimi, bisogna non superare la soglia dei 30mila euro di guadagni per i professionisti, stessa soglia valida anche per artigiani e imprese, il cui tetto era precedentemente fissato a 20mila euro; 50mila euro, da 40mila, per i commercianti; 50 mila euro anche per alberghi e ristoranti; 40mila euro anche per ambulanti di alimentari e bevande; 30mila euro per ambulante di altri prodotti. Possono accedere al nuovo regime dei minimi i contribuenti, persone fisiche o esercenti un’attività d’impresa che percepiscono ricavi specifici e il criterio per determinare reddito e imponibile resta lo stesso previsto nel 2015: ai ricavi annui, che devono restare in determinati limiti, si applica un coefficiente che varia per le diverse attività professionali.

Se nel corso del 2015 i guadagni sono rimasti nel limite dei 30mila euro e il titolare della Partita Iva ha già usufruito dei primi 5 anni di regime dei minimi al 5%, potrà rientrare nel regime forfettario del 15% e potrebbe rimanerci a vita se non oltrepassa la soglia dei 30mila euro, mentre coloro che sono già in regime dei minimi al 5% possono rimanerci fino alla naturale scadenza del tempo previsto, e passare poi al regime del 15% o, se oltrepassano la soglia dei guadagni prevista, entrare in regime ordinario.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il