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Rinnovo contratti statali e riforma pubblica amministrazione: tagli, licenziamenti nuove leggi Governo Renzi. No decreti attuativi

Sono tanti i fronti aperti sul versante della pubblica amministrazione, a iniziare dal rinnovo del contratto degli statali che tarda ad arrivare.




Continua a essere piuttosto movimentato il comparto della riforma della pubblica amministrazione e non solo perché è destinato a slittare di una settimana il varo dei decreti di ammodernamento della burocrazia. Ma anche perché è ancora in corso la partita del rinnovo del contratto degli statali così come quello della previsione della non applicabilità delle nuove regole sul licenziamento ai dipendenti pubblici.

In ballo c'è quindi un pacchetto di 10 decreti e il regolamento che dà attuazione all'articolo 4 della legge delega e prevede poteri sostitutivi a Palazzo Chigi per fissare termini accelerati sulle autorizzazioni. Entrando del dettaglio dei decreti, tempi certi per un processo decisionale che coinvolge più amministrazioni e riunioni quasi sempre via posta elettronica; due testi di riordino per ridurre in poco meno di un biennio da 8.000 a 1.000 le società partecipate e ridisegnare i servizi pubblici su distretti più ampi degli attuali. Cambia anche la governance: si prevede un amministratore unico salvo scelta diversa dei soci.

E ancora: il Corpo della Guardia forestale viene trasferito nei Carabinieri con altre funzioni poiché le sue saranno ripartite in altri corpi. Arriva il Pin unico per accedere ai servizi pubblici. Semplificazioni alle norme anticorruzione e Freedom of information act. Ecco poi la riduzione delle Camere di commercio dalle attuali 105 a non più di 60. Stando però alle organizzazioni sindacali, sono a rischio un migliaio di posti di lavoro. Più in generale, per i dipendenti pubblici si prospetta l'impossibilità di pagare il salario accessorio nelle buste paga di gennaio e così i sindacati annunciano assemblee di piazza nelle giornate del 20 e del 21 gennaio.

Prevista meno discrezionalità nelle nomine dei dirigenti sanitari così come si va verso la riduzione delle autorità portuali da 19 a 15. Per quanto riguarda la riduzione degli enti, i tagli inizieranno dal Formez. Sono poi troppo eccessive le sanzioni a carico dei dirigenti della pubblica amministrazione che conferiscono incarichi illegittimi e quindi nulli. Oltre a rispondere delle conseguenze economiche degli atti adottati, gli organi che hanno conferito incarichi in violazione delle normative in vigore non potranno più affidarne nessuno per un periodo di tre mesi. Troppo per la conferenza delle regioni che in un documento approvato lo scorso 17 dicembre ha chiesto di rivedere l'impianto sanzionatorio.

Il parlamentino dei presidenti di Regione si fa forte del parere dell'Autorità nazionale anticorruzione, anch'essa critica nei confronti della disciplina sul conferimento di incarichi pubblici. L'Anac non condivide la previsione di una sanzione automatica senza alcuna valutazione "dei comportamenti individuali dei componenti dell'organo che ha conferito l'incarico". Per questo la Conferenza delle regioni chiede che le sanzioni vengano subordinate "al previo accertamento della sussistenza di colpa o dolo", che siano commisurate alla gravità della condotta e che siano solamente di natura pecuniaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il