Montezemolo e il ruolo degli Industriali nella politica italiana

Non bisogna sottovalutare l'attacco senza esclusione di colpi che viene condotto contro le organizzazioni dei lavoratori



Il presidente di Confindustria dà del "fannullone" a sindacati e a coloro che questi rappresentano, con uno stile che oscilla tra le dotte ovvietà che il prof. Ichino ammanisce indiferrentemente dalle colonne del Corriere della Sera o dal foglio di propaganda di Forza Italia diffuso come inserto del Giornale e la chiacchiera da bar.

Contemporaneamente, il ministro del Tesoro del governo dell'Unione si permette di fare quello che nemmeno Tremonti aveva mai osato fare. Sul tema delle pensioni ha sbattuto la porta in faccia ai sindacati, a tutti i sindacati, dicendo praticamente che per la soppressione dello "scalone" non ci sono risorse finanziarie, mentre il cosiddetto "tesoretto" compare e scompare quasi per magia nei conti della Ragioneria dello Stato a seconda che esso debba servire a ripianare il debito o a coprire la spesa sociale.

Ci si mette anche l'ineffabile sen. Dini che con una faccia di bronzo degna di migliori occasioni non esita ad affermare che è vero che nel programma dell'Unione era prevista l'abolizione dello "scalone" ma che di questo non c'è cenno nei dodici punti con cui Prodi ha chiuso la crisi di primavera e quindi ogni impegno preso si è sciolto come neve al sole.

Se non si trattasse della vita delle persone, come ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, si potrebbe sorridere di fronte a uno spettacolo segnato dai colori della farsa è intriso di volgarità, che in verità il presidente di Fiat e Confindustria diffonde in genere a piene mani.
E, tuttavia, non bisogna sottovalutare questo attacco senza esclusione di colpi che viene condotto contro le organizzazioni dei lavoratori. Né il modo insidioso con cui essi vengono assestati: da parte del massimo esponente degli industriali attaccandone la credibilità presso l'opinione pubblica attraverso l'esercizio, in questo caso grossolano, del discredito e della calunnia; da parte del ministro del Tesoro che - abbiamo appreso sta al suo posto per rispondere non agli elettori dell'Unione ma alle tecnoburocrazie della Ue e della Bce - rovesciando praticamente loro addosso il tavolo della concertazione.

Ora credo che, in vista del Dpef e del prosieguo della trattativa sulle pensioni, si arriverà a più miti consigli. E', del resto, evidente che con queste prove di fuoco a alzo zero si tenta di costringere i sindacati a un accordo di basso profilo. Ma resta l'impressione che la tentazione di mettere letteralmente in ginocchio le organizzazioni dei lavoratori sia forte. Il disegno di Montezemolo è chiaro. Meno evidente è dove voglia andare a parare l'arrogante "giacobinismo" monetarista di Tommaso Padoa Schioppa.

Ma è sorprendente che qualcuno pensi che la già fragile democrazia italiana possa uscire indenne se continua un gioco al massacro dei sindacati. La verità piuttosto è che l'egemonia del neoliberismo, nel senso comune prima che nelle scelte di politica economica, ha tolto il senno a qualcuno anche nel centrosinistra. Va bene destrutturare i corpi della società organizzata quando si tratta di colpire i privilegi di piccole caste, ma quelle che vengono alla fine avvertite come vincoli insopportabili sono le organizzazioni dei grandi interessi collettivi.
Ma se questa è la strada che si intende battere è bene che tutti sappiano che lungo questo percorso nessuno ne uscirà vivo. Qualcuno con i sindacati alle corde può sognare che finalmente si apra la strada a una società totalmente "americanizzata". Ma in Europa la versione più prevedibile di una simile prospettiva non è quella di un mondo di liberi competitori, che esistono solo nei sogni degli economisti della Bocconi, ma la marea montante del populismo della destra.
E Montezemolo stia attento. O ha forse già dimenticato i sonori ceffoni (metaforici, naturalmente) che Berlusconi gli ha assestato a Verona poco più di un anno fa?

* Senatore SD, commissione lavoro e previdenza sociale

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il