Il passaparola e le anticipazioni dei film a pochi invitati aiutano la pirateria online

Hollywood si prepara a subire una nuova ondata di attacchi per i blockbuster estivi



Forse è tutta colpa del passaparola se Ratatouille, il topino francese della Walt Disney che vive nel ristorante dell'eccentrico chef, si è fatto vedere online prima del suo debutto ufficiale sul grande schermo. Accade infatti che a Hollywood, nonostante gli sforzi dell'industria del cinema contro la pirateria, sia sempre più frequente trovare pellicole nel cyberspazio che anticipano la distribuzione ufficiale.

E' successo persino nel caso di Sicko, documentario del provocatorio Michael Moore sul sistema sanitario americano che ha iniziato a circolare su BitTorrent prima di arrivare nelle sale, sfidando oltre al copyright anche la censura (il lungometraggio infatti è stato girato in parte a Cuba senza i necessari permessi e avrebbe dovuto avere l'ok delle autorità). Non solo: succede talvolta che qualche film appaia per qualche ora anche in streaming, su YouTube o Google video. E il sospetto è che ad aumentare il rischio pirateria siano proprio le campagne di marketing promosse dalla case cinematografiche che, per alimentare interesse verso le prossime produzioni, invitano pochi eletti in anteprima a vedere i film del momento.

Considerati insomma tutti gli accorgimenti tecnici dell'industria del cinema e le campagne anti pirateria degli ultimi anni, si concretizza l'idea che il nemico si annidi proprio tra i presunti amici delle major e il marketing del passaparola viene messo seriamente in dubbio. Dai tempi di Hulk, nel 2003, che era online prima che nei cinema, Hollywood aveva dimostrato di fare sul serio contro i nemici del copyright e, secondo l'Hollywood Reporter, l'industria del settore è in buono stato e le entrate complessive sono in crescita.

Eppure il Wall Street denuncia il pericolo di un fenomeno che cresce insieme alla banda larga e avverte: i pirati dello schermo spesso si prendono gioco delle società di sicurezza e iniziano a mettere in circolazione rumors falsi sulla presunta disponibilità delle copie di pellicole sul Web. Il clima che ne consegue ricorda la favola di "Pierino e il lupo", scatenando allarmi quando non è il caso e minimizzando invece i segnali realmente esistenti. Il risultato potrebbe portare all'eliminazione, o quantomeno alla riduzione drastica, del concetto di anteprima, inibendo non poco la fantasia degli esperti di marketing.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il