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Partita Iva minimi, forfettaria, ordinaria 2016: costi per aprire e requisiti. Come fare domanda e costi per gestioni, differenze

Il solo regime agevolato per le partite Iva in vigore quest'anno è quello forfettario. I costi da sostenere sono più contenuti rispetto al regime ordinario.




Sono due le possibilità di apertura di una partite Iva 2016 per i lavoratori autonomi. La prima è quella agevolata del forfettario (in cui confluisce l'ex regime dei minimi), ma con il rispetto di ben precise condizioni. La seconda è quella ordinaria. In entrambi i casi occorre rivolgersi all'Agenzia delle entrate. Al di là del costi fissi relativi alla gestione della contabilità (nel secondo caso il lavoro per il commercialista è maggiore), ai fini della comparazione dei costi da sostenere occorre far presente che i forfettari pagano un'aliquota fiscale più vantaggiosa: al 15% che diventa 5% per i primi 5 anni nel caso di nuove start up. Non sono poi soggette a una serie di adempimenti, tra cui la riscossione e il versamento dell'Iva. Di contro, non possono dedurre i costi sostenuti.

I contribuenti possono accedere al regime forfettario 2016 se nell'anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a quelli riferiti alla loro categoria, che sono compresi tra 25.000 e 50.000 euro. In caso di più attività cui risultano applicabili soglie di ricavi e compensi diversi, occorre fare riferimento alla soglia più elevata. Ci sono poi altre due condizioni: non aver sostenuto spese per l'impiego di lavoratori non superiori a 5.000 euro lordi annui a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione; non superare il costo complessivo dei beni strumentali al 31 dicembre e al lordo dell'ammortamento, di 20.000 euro.

Sono cinque le categorie che non possono accedere al nuovo regime agevolato: il contribuente che si avvale di regimi speciali Iva, come quello per la cessione di generi di monopolio p vendita di beni usati; il contribuente che non risiede in Italia, anche se tale circostanza non preclude totalmente le possibilità di accesso al regime; il contribuente che effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di immobili e di mezzi di trasporto nuovi; il contribuente che è socio o associato di società di persone, associazioni professionali o srl trasparenti; il contribuente in possesso di redditi di lavoro dipendente o assimilato eccedenti i 30.000 euro.

Poi c'è l'agevolazione rivolta ai giovani che intendono avviare un'attività imprenditoriale di piccola dimensione in forma di società di persone. A differenza di quanto avviene per le imprese individuali, la costituzione di tutte le società dovrà avvenire attraverso la stipula di un contratto sociale che viene denominato tecnicamente atto costitutivo, il quale ha un contenuto minimo richiesto dalla legge e disciplina il funzionamento della società. Quindi anche nel caso specifico delle società di persone occorrerà predisporre tale atto, con cui regolare i rapporti fra i soci e la società e dare a esso l'ufficialità voluta dalla legge. L'atto costitutivo dovrà essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Tale forma sarà necessaria per l'iscrizione della società nel registro delle imprese, in mancanza della quale la società stessa è considerata irregolare. Tale iscrizione sarà quindi condizione di regolarità della società, ma non anche, come avviene per le società di capitali, condizione di esistenza della stessa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il