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Banche in crisi 2016: nuovi nomi istituti questa settimana e oltre nuove regole, procedure per indennizzi e risarcimenti ufficiali

Continua a essere alta l'attenzione sul mondo bancario perché sono tanti gli istituti in crisi. In vigore le regole del bail-in.




Questo è un periodo delicato per il mondo delle banche per via del recente crac che ha coinvolto quattro noti istituti. Nell'ultima nota di aggiornamento della Banca d'Italia è pubblicato l'elenco delle banche a rischio bail-in ovvero le nuove regole entrate in vigore anche in Italia, che prevedono il recupero delle perdite attraverso azioni e altri strumenti finanziari posseduti dagli investitori della banca. Ebbene, la lista comprende l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca di Credito Cooperativo Irpina, Cassa di Risparmio di Loreto, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Rurale di Folgaria Banca di Credito Cooperativo, Banca Popolare delle Province Calabre, Banca di Cascina Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo Banca Brutia e Banca di Credito Cooperativo di Terra d'Otranto.

A queste banche vanno aggiunti gli intermediari non bancari Medioleasing spa, Commercio e finanza spa, EstCapital sgr, Prisma sgr. Stando alle nuove regole, ci sono alcune passività escluse dal bail-in ovvero non possono essere né svalutati né convertiti in capitale i depositi protetti dal sistema di garanzia dei depositi, cioè quelli di importo fino a 100.000 euro; le passività garantite, inclusi i covered bonds e altri strumenti garantiti; le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria, come ad esempio il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto apposito; le passività interbancarie con durata originaria inferiore a 7 giorni; le passività derivanti dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua inferiore a 7 giorni; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali purché privilegiati dalla normativa fallimentare.

I depositi fino a 100.000 euro, cioè quelli protetti dal Fondo di garanzia dei depositi, come spiegato dalla Banca d'Italia, sono espressamente esclusi dal bail-in. Per quanto riguarda la stretta attualità, la Fondazione Cassa Risparmio di Ferrara ha notificato ricorso al Tar del Lazio contro la Banca d'Italia e il Ministero dell'Economia e Finanze per l'annullamento per ottenere la sospensione ed emissione di adeguati provvedimenti cautelari, relativamente a tutti i provvedimenti emessi dal 21 novembre 2015 e successivi, nella procedura di risoluzione della crisi di CariFe per il rifiuto implicito al Fondo Interbancario di tutela dei depositi che chiedeva di assumere il controllo della banca romagnola. Il ricorso trova ragione nell'esproprio in pratica effettuato nei confronti degli azionisti e degli obbligazionisti pur in presenza di soluzioni alternative.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il