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Partita Iva 2016: guida nuove regime dei minimi, forfettario e partita iva ordinaria

Come funziona il nuovo regime dei minimi 2016, aliquote, guadagni, chi può accedervi e condizione: tutto quello che c’è da sapere




La particolare attenzione puntata sul Jobs Act e i contratti a tutele crescenti e sul  lavoro tempo determinato ha distolto la stessa attenzione dalla categoria dei lavoratori con Partita Iva, che sembra essere stata dimenticata, dalla politica. Ma il popolo delle Partite Iva è quello che maggiormente ha sofferto la crisi economica di questi anni. Del resto il mondo degli autonomi con partita Iva rappresenta una grossa percentuale della forza lavoro in Italia, una delle percentuali più alte d'Europa ma, come ben si sa, poco tutelata dal nostro esecutivo. Anzi: è un popolo decisamente tartassato.

Per 'alleviare dolori e sofferenze', le novità approvate prevedono che da quest’anno chi decide di aprire una nuova Partita Iva non possa più scegliere tra il vecchio regime dei minimi con aliquota al 5% e il regime forfettario con aliquota al 15% ma potrà farlo solo scegliendo il nuovo regime dei minimi. Vediamo come funziona, cosa prevede e regole per accedervi.

Nuovo regime dei minimi e forfettario: Il nuovo regime dei minimi ha alzato il limite di reddito per ogni categoria di 10mila euro e che prevede un'aliquota al 5% per guadagni fino a 30mila euro per i primi cinque anni di attività, senza alcun limite anagrafico. Al termine dei cinque anni se si resta entro la soglia dei 30mila euro annui di guadagni si passera all'aliquota del 15% del forfettario in cui si potrebbe rimanere per sempre mantenendo sempre lo stesso limite di guadagni.

Limiti di guadagni per categorie: Per accedere al nuovo regime, vale la soglia dei 30mila euro per i professionisti, mentre il precedente tetto era a 15mila euro; stessa soglia anche per artigiani e imprese, il cui tetto era precedentemente fissato a 20mila euro; 50mila euro, da 40mila, per i commercianti; 50 mila euro anche per alberghi e ristoranti; 40mila euro anche per ambulanti di alimentari e bevande; 30mila euro per ambulante di altri prodotti.

Chi può accedere al nuovo regime dei minimi: Possono accedere al nuovo regime i contribuenti, persone fisiche o esercenti un’attività d’impresa che percepiscono ricavi specifici e il criterio per determinare reddito e imponibile resta lo stesso previsto nel 2015: ai ricavi annui, che devono restare in determinati limiti, si applica un coefficiente che varia per le diverse attività professionali. Il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 5 o al 15% viene calcolato applicando un coefficiente di redditività che per i professionisti è pari al 78%. Dai ricavi vanno sottratti, inoltre, anche i contributi previdenziali. Se, quindi, professionista ha ricavi pari ad esempio a 10mila euro, il reddito imponibile sarà calcolato scalando i contributi previdenziali da 7800 euro (78% di 10mila) e sull’importo risultante va calcolata l’imposta al 15%. Per il calcolo dell’imponibile non è permesso, però, detrarre alcuna spesa sostenuta per l’esercizio della professione. Rimane comunque  l’esonero dal versamento dell’Iva.

Regime minimi 2016 e nuove attività: L'aliquota al 5% vale anche per start up e nuove attività. nuove iniziative nate nel 2015, ma in tal caso l’aliquota al 5% si applica per i successivi quattro anni. Se, dunque,l’attività inizia nel 2016, l’aliquota agevolata si applica per cinque anni, se invece l’apertura risale allo scorso anno, il beneficio varrà ancora per quattro anni.

Aliquota contributiva lavoratori autonomi: Anche per il 2016 è stata conferma l’aliquota contributiva al 27% dovuta dai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps, non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, nè pensionati.

Partita Iva Ordinaria: Chi supera le soglie di guadagno sopra riportate e i cinque anni di attività con aliquota al 5%, passa certamente nel regime ordinario, decisamente pesante e che prevede il pagamento dell’Iva al 22% e l’irpef al 23%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il