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Pensioni ultime notizie cosa può cambiare nel Milleproroghe arrivato a Montecitorio quota 100, mini pensioni

Quali misure ulteriori per le pensioni potrebbe contenere il Milleproroghe: novità possibili, provvedimenti in discussione e prospettive




Il prossimo passo verso ulteriori cambiamenti per le pensioni potrebbe essere rappresentato dal Milleproroghe, decreto che punta a prorogare o risolvere situazioni urgenti rimaste in sospeso: la domanda che ci si pone ad oggi è quali novità pensioni potrebbero rientrare nella versione del testo in discussione a Montecitorio. E la risposta sembra essere piuttosto vaga. O meglio: la speranza è che qualcosa venga inserito, esattamente come accaduto lo scorso anno 2014 con l’approvazione della cancellazione delle penalità per coloro che avessero deciso di andare in pensione prima, ma le ultime notizie sono ancora piuttosto confuse in merito alle aspettative di quest’anno.

Secondo le previsioni, nel Milleproroghe potrebbero esserci cambiamenti radicali o solo miglioramenti, come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, o anche uno dei metodi in prova, tra una delle due versioni di quota 100, estensione delle norme per l’uscita prima anche per gli uomini, e assegno universale ma ognuno accompagnato dalla mini pensione. Si potrebbe prevede anche un miglioramento della staffetta ibrida rispetto al meccanismo già approvato dal’esecutivo. Di certo c’è che qualcosa si dovrebbe fare, non fosse altro che la discussione e l’approvazione del Milleproroghe saranno particolarmente vicine alle prossime elezioni amministrative e, come ormai ben noto, puntare per le pensioni potrebbe rappresentare per l’esecutivo una strategia decisamente vincente.

Il tema pensionistico è, infatti, particolarmente caro ai cittadini e prevedere novità o anche solo miglioramenti servirebbe per recuperare fiducia e consensi che stanno pian piano calando ma che bisogna riportare necessariamente su. A questo punto vien da chiedersi quale potrebbe essere lo strumento più adatto a definire soluzioni pensionistiche, se un decreto ad hoc o altro, e quali sono le misure che eventualmente potrebbero cambiare davvero la legge attuale.

La spinta più forte è per i sistemi di quota 100 e mini pensione, capaci di permettere a chiunque lo desiderasse di andare in pensione, a fronte, però, di penalizzazioni, e senza richiedere l’impiego di ulteriori fondi allo Stato, dunque, senza toccare i conti pubblici. Ma la misura che mette tutti d’accordo, dai partiti politici all’Istituto di Previdenza, sostenuta anche dall’Europa e dal ministro italiano dell’Economia, da sempre contrari invece ad ogni cambiamento pensionistico, è l’assegno universale. Proposto, con forza, per la prima volta e da tempo dal M5S, si tratta di una prestazione sociale che già è in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, motivo per cui tutti ne sono favorevoli.

E’, infatti, necessario un adeguamento al modello europeo anche se si tratta di un provvedimento che certo non contribuirebbe in alcun modo a rilanciare l’occupazione giovanile e il turn over generazionale, ma può rappresentare un passo verso una rinnovata fiducia. Molto di quello che si potrà fare per le pensioni potrebbe dipendere anche dalla somma stanziata per la proroga del contributivo donna, ben 2,5 miliardi di euro, che certamente, secondo le stime, avanzeranno e che, fermo restando la volontà politica conclamata, potrebbero essere impiegati in ulteriori cambiamenti positivi per le pensioni, e quindi quota 100 o mini pensione o assegno universale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il