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Pensioni ultime notizie indicazioni e novità con rimpasto esecutivo quota 100, mini pensioni molto importanti

Tutto forse pronto per un nuovo rimpasto dell'esecutivo: quali le possibili novità per le pensioni e cosa aspettarsi con nuovi eventuali esponenti autorevoli? La situazione




Dopo che già mesi fa si era parlato di un possibile rimpasto di governo, il via all’anno nuovo e gli obiettivi che il premier ha intenzione di perseguire quest’anno potrebbero portare davvero a cambiamenti importanti. La certezza è che il premier vuole innanzitutto assicurarsi almeno 161 voti in Senato sulla riforma costituzionale, al voto il 20 gennaio, e proprio il Consiglio dei Ministri del 21 potrebbe portare novità per la squadra dell’esecutivo.

Per il premier importante riuscire a mantenere la lealtà di Alfano ma anche l’appoggio di Quagliariello. Crescono le possibilità che Gabriele Albertini e Dorina Bianchi entrino nell'esecutivo: l'ex sindaco di Milano potrebbe andare alle Infrastrutture, mentre la Bianchi potrebbe andare agli Affari Regionali. Altro esponente di Ncd che potrebbe essere promosso a ministro è Enrico Costa, il vice del Guardasigilli Orlando. Passando alla lista del al Pd, è decisamente ristretta: spiccano i nomi di Amendola (della sinistra dem) come vice ministro agli Esteri; dell'ex capogruppo Roberto Speranza che porterebbe nuova pace con Bersani e Cuperlo; ma anche dell'ex ministro Cesare Damiano e di Nannicini, che da consigliere economico del premier potrebbe diventare sottosegretario.
 
Questi ultimi due nomi sono quelli che in un rimpasto dell’esecutivo tenderebbero certamente a cambiare la situazione delle pensioni facendole tornare più attuali che mai: Damiano, ormai si sa, infatti, è colui che da sempre spinge sulla necessità di cambiamenti pensionistici,lui che ha proposto i piani di quota 100, quota 41, meccanismo di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, lui che da sempre predica l’urgenza di una revisione delle norme attuali.

E poi c’è Nannicini, particolarmente legato al presidente dell’Istituto di Previdenza, professore ordinato di economia politica all’Università Bocconi di Milano, dove insegna econometria e political economics, sembra avere le idee molto chiare sulle pensioni e tutto lascia intendere che la sua posizione converga, esattamente come quella dell’esecutivo, sul progetto pensioni dell’Istituto. Del resto, la sua vicinanza al presidente dell’Istituto non poteva dare altro risultato. E’ quindi plausibile pensare che con il suo potenziale ingresso nella squadra dell’esecutivo si darà un’ulteriore spinta alle misure già in discussione da mesi.

Dall’assegno universale, allo stop ai vitalizi d’oro dei politici, ai sistemi di uscita prima per chiunque lo volesse e ricalcolo contributivo per le pensioni più elevate, alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose e semplificazione del cumulo, si tratta di provvedimento che con modifiche delle posizioni dell’esecutivo potrebbero tornare anche subito in discussione, soprattutto considerando quanto detto dallo stesso presidente dell’Istituto qualche mese fa, quando con certezza affermava che la discussione sulle pensioni sarebbe stata da lui presa subito sin dall’inizio del nuovo anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il