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Partita Iva minimi, forfettaria, ordinaria: regole attuali nuovi e ulteriori novità in arrivo interessanti con disegno di legge

Ci sono tante novità a caratterizzare il regime delle partite Iva 2016 e nuove misure di tutela sono in arrivo nelle prossime settimane.




Sono tante le novità allo studio per aumentare il livello di tutele delle partite Iva 2016. Siamo ancora nella fase degli aggiustamenti per cui altri cambiamenti sono ancora possibili. A ogni modo, tra le modifiche più interessanti si segnalano l'assicurazione in favore del lavoratore autonomo nei confronti dei committenti che non pagano, la possibilità di partecipare a bandi pubblici, l'introduzione dell'indennità di maternità, lo stop al pagamento dei contributi previdenziali fino a un periodo massimo di 2 anni in caso di grave malattia, la deducibilità di tutte le spese per la formazione formazione fino a tetto massimo di 10.000 euro, la previsione del lavoro agile.

Da gennaio, poi, il solo regime agevolato a cui accedere è quello forfettario. Le novità principali sono di quattro tipologie: l'aumento del limite di ricavi o compensi per l'accesso o la permanenza per tutte le attività; la riduzione dell'aliquota d’imposta dal 15% al 5% per i primi cinque anni nel caso di avvio di una nuova attività; l'apertura al regime forfettario ai lavoratori dipendenti che hanno anche un'attività in proprio, se il reddito da lavoro dipendente o da pensione non è maggiore di 30.000 euro; il ritorno per artigiani e commercianti dei contributi Inps minimi sul reddito. In tutti i casi, l'aliquota contributiva rimane ferma al 27%.

Per godere dell'imposta agevolata al 5% per i primi cinque anni, l'attività deve essere nuova ovvero il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare; l'attività non deve costituire mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui essa costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio dell'arte o della professione.

Il reddito viene quindi determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti nell'anno: al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il