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Pensioni ultime notizie lo scontro con l'Europa può avere effetti negativi gravi altro che quota 100, mini pensioni

Gli esiti dello scontro in atto tra Roma e Bruxelles sono imprevedibili e possono avere ripercussioni anche sul fronte delle pensioni in Italia.




La strada per introdurre novità sulle pensioni è ora in salita. Le ultime notizie che raccontano di uno scontro in atto tra il premier ("paghiamo timidezze dei governi passati") e Bruxelles ("a Roma non c'è un interlocutore") rendono più incerto il percorso della revisione dell'assetto previdenziale. Si tratta di un muro contro muro dalle conseguenze imprevedibili, considerando che è in ballo anche l'ammorbidimento delle norme del fiscal compact, fondamentale per l'esecutivo per trovare quelle risorse da investire anche sulle pensioni. Palazzo Chigi sta valutando il possibile ricorso contro la Commissione europea per aver vietato il salvataggio della Banca Tercas con l'intervento del Fondo interbancario.

Il fronte dello scontro tra Roma e Bruxelles potrebbe quindi aprirsi formalmente. Il trattamento delle banche in difficoltà è solo uno dei punti di attrito con la Commissione europea. Altro tema di forte tensioni è il dossier dei conti pubblici. Per Bruxelles la possibilità di deviare dal percorso di riduzione del deficit pubblico deve essere temporanea: "La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola", ha detto il vicepresidente della Commissione europea. Per il 2016 l'Italia ha fatto largo uso della flessibilità: ha sfruttato la possibilità di alzare ancora di un decimo il disavanzo con la clausola delle riforme, di tre decimi con quella sugli investimenti, di altri due per l'emergenza immigrazione.

"Sforamenti", da una decina di miliardi di euro che la Unione europea deve valutate tra febbraio e maggio e autorizzare. Fino a questo momento ammonta allo 0,4% il margine di flessibilità già ottenuto per il 2016 dall'Italia sulla base dell'impegno per le riforme strutturali dimostrato dal governo.

In questo contesto, in una seduta di Borsa caratterizzata da un'altissima volatilità l'indice Ftse Mib delle grandi capitalizzazioni italiane ha ceduto il 2,65%, portando la perdita da inizio anno al 12,75%. Al centro della tempesta i principali istituti di credito del Paese, a cominciare da Monte dei Paschi di Siena, che ha lasciato sul terreno oltre il 14%, ma tutte le principali banche italiane, anche quelle con indici di patrimonializzazione molto elevati, hanno subito perdite ingenti. Alla base di questo cedimento del settore bancario c'è un'ondata di vendite, probabilmente anche di natura speculativa, su cui la Consob ha deciso di indagare. La stessa Consob ha richiesto chiarimenti alle banche in merito all'entità delle sofferenze e alle notizie di nuove ispezioni decise dalla Banca centrale europea per alcuni degli istituti più fragili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il