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Nuove regole statali, licenziamenti dipendenti pubblici, licenziamenti, rinnovo contratti 2016:come funzionano, per chi, da quando

Quella di ieri è stata una giornata importante su versante della riforma della pubblica amministrazione.




AGGIORNAMENTO, NOVITA', ULTIME NOTIZIE RIFORMA PUBBLICAAMMNISTRAZIONE E NUOVE REGOLE DECRETI E LICENZIAMENTI: Il consiglio ministri ieri  Licenziamento entro 48 ore dei dipendenti statali assenteisti, i cosiddetti fannulloni della pubblica amministrazione; stretta sulle partecipate, accorpamento del Corpo Forestale ai Carabinieri, riforma dei porti sono tra gli undici decreti attuativi della riforma della P.A. approvati ieri sera in Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda il licenziamento degli statali furbetti, contro cui si sono già scagliati i sindacati, il provvedimento prevederebbe l’allontanamento in 48 ore senza possibilità di opposizione da parte dell'interessato e il licenziamento immediato anche per il dirigente che non procede al licenziamento del dipendente. Approvato poi il taglio da 8.000 a 1.000 delle società controllate e in un anno e mezzo le amministrazioni dovranno eliminare le partecipate non necessarie o con più amministratori. Per quanto riguarda, invece, l’accorpamento del Corpo Forestale, è previsto il passaggio di 7mila unità nei Carabinieri. Ilo processo riguarda funzioni e personale mentre i Vigili del Fuoco avranno le competenze anti-incendio. La riforma dei porti, invece, ha decretato il taglio delle autorità portuali, portandole da 24 a 15.

Quella di oggi mercoledì 20 gennaio 2016 può essere considerata una giornata campale per i dipendenti pubblici, considerando che nel Consiglio dei ministri di questa sera approderà il decreto che fisserà il licenziamento entro 48 ore dei cosiddetti furbetti del cartellino. Si tratta degli statali che timbrano la presenza senza poi andare a lavorare. Non si discuterà invece del rinnovo del contratto.

Tra i decreti si conta anche quello che ridurrà da cinque a quattro le Forze di Polizia. Il grosso del Corpo Forestale dello Stato sarà infatti assorbito dall'Arma dei Carabinieri, a cui saranno attribuite le funzioni sulla sicurezza ambientale, forestale e agroalimentare. All'Arma andranno quindi le funzioni per prevenire e reprimere le violazioni compiute contro l'ambiente, il patrimonio faunistico e naturalistico e le frodi delle produzioni agroalimentari. Le funzioni e mezzi contro gli incendi boschivi andranno invece ai Vigili del fuoco. I forestali che diventeranno carabinieri sono circa 7.000, si concederanno spazi a quanti non vorranno essere militarizzati.

Tra i testi più ritoccati del pacchetto Madia c'è la cura dimagrante per le camere di commercio. Il decreto, visti i continui cambiamenti, potrebbe in realtà essere esaminato nel Consiglio dei ministri di venerdì e non questa sera. Con la riforma le camere verranno praticamente dimezzate: si passerà dalle attuali 105 amassimo 60 tramite accorpamenti da far partire entro 3 mesi. Ogni Regione dovrà avere almeno una camera e dovrà essere rispettata la soglia minima di 75.000 imprese iscritte ai singoli registri. Sarà ridotto anche il numero dei componenti dei consigli e delle giunte, con l'introduzione del limite di due mandati, e l'obbligo di gratuità degli stessi incarichi.

Con il primo maxi-pacchetto di decreti arriverà anche la stretta sull'assegnazioni clientelari degli incarichi e le gestioni poco attente di Asl e ospedali. Il decreto imporrà a tutti i vertici ospedalieri di confluire in un apposito albo unico nazionale, che verrà aggiornato ogni due anni. Per entrare nel listone servirà la laurea, avere meno di 65 anni e un'esperienza dirigenziale quinquennale. Sarà poi una commissione mista di esperti, statali e regionali, a presentare alla Regione una rosa di tre nomi su cui dovrà ricadere la scelta finale. I futuri manager saranno responsabili anche della cosiddetta appropriatezza prescrittiva, riguardo a farmaci e cure.

In questo contesto si segnala lo studio secondo cui gli statali sono più malaticci dei dipendenti privati. Secondo una stima della Cgia su dati Inps, nel 2014 un dipendente pubblico su 2 (precisamente il 55% del totale) è rimasto a casa per malattia. Nel privato, invece, le assenze hanno riguardato un lavoratore su 3 (35% del totale). La durata della malattia, però, è stata superiore tra i lavoratori del settore privato. Se nel 2014 questi ultimi sono stati a casa mediamente 19 giorni, i dipendenti della macchina statale hanno collezionato un giorno di assenza in meno. Nel settore pubblico le assenze di un giorno hanno interessato il 27,1% dei casi di malattia, nel privato, invece, l'incidenza si è fermata al 12,3%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il