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Indulto e amnistia: non c'è problema di sovraffollamento per il Ministro della Giustizia

La questione della giustizia continua a essere centrale in Italia, ma il dibattito su amnistia e indulto non prende il volo.




Se dal parlamento si attendono ancora novità sul fronte di amnistia e indulto, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha fatto luce sulla posizione dell'esecutivo in merito al sovraffollamento nelle carceri d'Italia. Lo ha fatto in occasione di una interrogazione a risposta immediata, spiegando come la fase dell'emergenza sia ormai alle spalle. A suo dire, è stato decisivo puntare sulle misure alternative al carcere. E ha tracciato anche un bilancio del primo anno di applicazione delle norme che hanno introdotto sanzioni non detentive: al 31 dicembre dello scorso anno, i detenuti sono 52.164 detenuti, di cui 39.274 in regime di esecuzione esterna.

In buona sostanza, nel ridurre la popolazione carceraria, il guardasigilli rivendica di non aver generato impunità, anche se il numero di detenuti è rimasto grossomodo invariato. A cambiare, argomenta, è la cultura di esecuzione della pena, grazie anche al contributo degli enti locali, chiamati a offrire possibilità di lavoro esterno per i detenuti, come peraltro si sta sperimentando in occasione dell'anno giubilare. Le convenzioni stipulate nel corso dello scorso anno, ricorda hanno reso disponibili 12.687 posti di lavoro per lo svolgimento di carattere riparativo. A fine 2015, sono i numeri, i detenuti ammessi al lavoro esterno erano 1.413 mentre la sanzione della messa alla prova era in corso in favore di 6.557 condannati, in luogo dei 505 destinatari della misura al primo gennaio.

In un recente intervento sul quotidiano l'Unità, il ministro della Giustizia non ha fatto alcune riferimento alle questioni di amnistia e indulto, ma ha tenuto a far presente che "siamo un Paese colmo di rare eccellenze nell'elencazione dei problemi, come se bastasse elencare le questioni per aggredire i nodi che le determinano. In questi 20 mesi ci siamo sottratti a questa tentazione: abbiamo fatto un bel po' di salita e siamo convinti che ne resti ancora da fare, ma abbiamo la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per dare ai cittadini e alle imprese un servizio giustizia degno di tale nome".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il