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Pensioni ultime notizie si sta per chiudere un cerchio e una strategia bene delineata per il rilancio di quota 100, mini pensioni

I passaggi cruciali che potrebbero portare al rilancio delle novità pensioni anche se non nel breve periodo: situazione attuale e rilancio revisione di spesa




Due passaggi cruciali e probabilmente si potrebbe delineare una nuova strategia di lavoro sulle pensioni. Il primo, come confermano le ultime notizie, sarebbe il ritorno sulla scena, in maniera attiva, del commissario per la revisione della spesa pubblica che torna a ribadire la necessità di andare avanti con la revisione della spesa pubblica e ha infatti ricordato come proprio in questi giorni sta partendo operativamente il nuovo sistema degli acquisti di beni e servizi dell’amministrazione e sarà portata avanti una prima revisione di spesa importante, derivante dagli acquisti della sanità, circa 15 miliardi di spesa, ed entro tre anni si potrebbero raggiungere almeno 50 miliardi.

Sono state poi ridotte, da 35 a 33, le centrali uniche d’acquisto da parte di Asl e ospedali di farmaci e vaccini, defibrillatori e peacemaker, protesi e stent. Da quest’anno, queste spese saranno unicamente gestite dalle centrali uniche, spese che rappresentano il 51% della spesa complessiva per i beni e servizi della sanità italiana, prima gestita quasi totalmente dalle aziende sanitarie. Attualmente ogni Regione ha un’unica centrale, poi ci sono le nove delle città metropolitane, le due delle province e la Consip nazionale. Si tratta di un primo passaggio decisamente importante considerando che, come spesso ribadito, senza revisione di spesa non si può fare nulla.

Il lavoro del commissario per la revisione della spesa sarebbe fondamentale per le pensioni nella prospettiva di un progetto di revisione generale delle spese a 360 gradi. Lui, infatti, aveva annunciato la possibilità di revisione di agevolazioni e detrazioni fiscali per le famiglie, da cui si sarebbero potute ricavare risorse ulteriori da impiegare in cambiamenti, anche per le pensioni, e il piano di cambiamenti negativi per le pensioni stesse, vale a dire di revisione di pensioni di invalidità, guerra, reversibilità, baby pensioni che avrebbero permesso anch’esse di accumulare nuovi soldi da reimpiegare poi in successivi cambiamenti positivi, come quota 100, mini pensioni o assegno universale.

Il secondo passaggio, decisamente importante per prospettive di lavoro sulle pensioni, sarebbe un eventuale rimpasto con collega e amico di Boeri. Tra le possibili new entry, infatti, potrebbe esserci il nome di Nannicini, economista e sottosegretario con deleghe economiche, particolarmente vicino al presidente dell’Istituto di Previdenza e favorevole con il suo piano pensioni, a partire dall’uscita prima per tutti, tanto da aver già presentato un disegno di legge, per l'uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati con penalizzazione massima dell'8%.

A questo punto si potrebbe davvero lavorare sul testo di modifica delle pensioni, ma gli appuntamenti in programma prossimamente per l’esecutivo sono ancora troppo condizionamenti per permettere di dedicarsi totalmente al capitolo pensioni. E questo lascia pensare, come più volte ipotizzato, che tutto possa essere nuovamente rinviato al 2017, soprattutto in riferimento a quei cambiamenti strutturali e quelle soluzioni universali tanto auspicate da tutti in questo anno. Più probabile che al momento ci si possa dedicare solo a singole norme, magari fiscali, come la cancellazione delle ricongiunzioni onerose, o a miglioramenti, come l’approvazione di uno dei metodi in prova che servirebbero per dire all’esecutivo che qualcosa di concreto sulle pensioni è stato effettivamente fatto, in vista delle prossime elezioni amministrative e, novità, del referendum costituzionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il