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Indulto e amnistia: novità della settimana

Non ci sono sono i temi chiavi dell'indulto e dell'amnistia nella relazione del guardasigilli sullo stato della giustizia in Italia.




Amnistia e indulto entreranno presto nel cuore del dibattito in questo 2016, ma al centro delle cronache giudiziarie della settimane c'è senza dubbio la relazione del guardasigilli Andrea Orlando sullo stato della giustizia in Italia. Anticipiamolo subito: non c'è stato alcune riferimento diretto ai temi dell'indulto e dell'amnistia, nonostante il gran parlare e le richieste avanzate dentro e fuori le aule parlamentari. Orlando ha fatto presente che l'anno appena trascorso è stato caratterizzato sia dal "mantenimento dei risultati volti a riallineare le condizioni detentive ai canoni costituzionali e alle direttive europee" e sia dal "superamento di una concezione carcerocentrica e di segregazione passiva non più praticabile né condivisibile".

In termini pratici, da oltre nove mesi nessun detenuto si è trovato a dover dimorare in una cella al di sotto dei tre metri quadrati, anche nelle case circondariali dei grandi centri metropolitani. La cosiddetta sorveglianza dinamica che prevede la distinzione tra le celle destinate al pernottamento e i locali destinati ad attività trattamentali, permette l'apertura delle celle e la libera circolazione dei detenuti nella sezione per almeno otto ore al giorno. Ha poi sottolineato i passi in avanti compiuti anche in relazione al sovraffollamento carcerario, rispetto al quale ha esibito i numeri sulla situazione negli istituti penitenziari italiani.

Massima attenzione, ha poi voluto sottolineare in parlamento è stata dedicata anche ai rapporti con i familiari, "elementi cioè che incidono sulla qualità dei momenti di visita e dei contatti visivi e telefonici con i ristretti". La nuova organizzazione - ha rimarcato - ha permesso l'aumento dei colloqui su più giorni alla settimana e anche nelle fasce pomeridiane e nelle giornate festive, l'implementazione del sistema della prenotazione delle visite e la previsione, in quasi tutti gli istituti penitenziari, della scheda telefonica. E poi, nell'ottica di una migliore occupazione del tempo della detenzione, è stata regolamentata la possibilità di accesso a Internet da parte dei detenuti.

Infine, nell'ambito dell'edilizia penitenziaria, sono stati emanati decreti ministeriali di chiusura di alcuni istituti con caratteristiche ritenute non adeguate al nuovo modello detentivo e anti-economici dal punto di vista del rapporto tra costi e benefici. In parallelo è proseguita l'attività istituzionale per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio demaniale in uso governativo all'amministrazione penitenziaria con lo scopo di contrastare l'emergenza del sovraffollamento e conferire condizioni di dignità e vivibilità ai ristretti e agli operatori in carcere.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il