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Imu e Tasi 2016: novità questa settimana

Al di là per le prime case, purché non di lusso, signorili o castelli, in tutti gli altri casi si pone il problema del calcolo di Imu e Tasi 2016.




Imu e Tasi 2016 non saranno dovute sulle prime purché non accatastate come abitazioni di lusso, signorili o castelli. In tutti gli altri casi le imposte andranno comunque regolarmente pagate con la doppia scadenza di giugno e luglio. Per quanto riguarda il calcolo della base imponibile dell'Imu 2016, occorre partire dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 per abitazioni, magazzini, autorimesse; 140 per laboratori e locali senza fine di lucro; 80 per uffici, banche, assicurazioni; 65 per opifici, alberghi; 55 per negozi e botteghe. La base imponibile è ridotta del 50% per fabbricati di interesse storico o artistico, fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.

L'aliquota base è al 7,6 per mille che le singole amministrazioni comunali possono aumentare fino al 10,6 per mille o diminuire fino al 4,6 per mille. Numeri diversi per abitazione principale e relative pertinenze (naturalmente quelle di categorie A1, A8 e A9). Aliquota del 4 per mille, che i Comuni possono aumentare fino al 6 per mille o diminuire fino al 2 per mille. Detrazione di 200 euro, che i Comuni possono aumentare fino a concorrenza dell'imposta dovuta.

Capitolo Tasi, anche in questo caso il punto di riferimento è la base imponibile che si calcola dalla rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 per abitazioni, magazzini, autorimesse; 140 per laboratori e locali senza fine di lucro; 80 per uffici, banche, assicurazioni; 65 per opifici, alberghi; 55 per negozi e botteghe. La base imponibile è ridotta del 50% per fabbricati di interesse storico o artistico, fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. L'aliquota di base dell'1 per mille può essere ridotta dai Comuni fino all'azzeramento. Per il 2016 i Comuni non possono deliberare aliquote superiori a quelle applicabili nel 2015.

Più nel dettaglio, per quanto riguarda gli immobili non esentati, i Comuni possono mantenere la maggiorazione della Tasi nella stessa misura applicata lo scorso anno. C'è quindi la possibilità di disporre la maggiorazione dello 0,8 per mille da parte dei Comuni che nel 2015 l'hanno utilizzata per immobili soggetti dal 2016 alla Tasi ovvero abitazioni principali delle categorie catastali A1, A8 e A9 e altri immobili. Gli inquilini continuano a pagare la Tasi fra il 10 e il 30% dell'ammontare complessivo sulla base di quanto stabilito dal Comune. Nel caso in cui il detentore utilizzi l'unità immobiliare come abitazione principale, il possessore versa la Tasi nella percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo al 2015 ovvero nella misura del 90%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il