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Partita Iva minimi, forfettaria, ordinaria 2016: numerose regole annunciate in arrivo e le norme attuali appena approvate

La fiscalità di vantaggio è il principale vantaggio che deriva dall'adesione al nuovo regime forfettario 2016 delle partite Iva.




Sono due i versanti da seguire con attenzione nel campo delle partite Iva 2016. Il primo è quello del Milleproroghe, ora alla Camera, lo scorso anno decisivo per la correzione delle regole dell'ex regime dei minimi. Il secondo è quello del ruolo più centrale che sarà ricoperto da Tommaso Nannicini, professore ordinario di economia politica all'Università Bocconi di Milano, a cui il presidente del Consiglio ha affidato il compito di occuparsi dei lavoratori autonomi. Ecco allora che si prospettano cambiamenti in relazione al trattamento previdenziale, a disoccupazione e malattia, alla situazione fiscale, evidentemente penalizzante rispetto a quella dei lavoratori dipendenti.

Il principale vantaggio che deriva dall'adesione al nuovo regime forfettario 2016 delle partite Iva è naturalmente rappresentato dalla fiscalità di vantaggio. L'imposta sostitutiva è infatti al 15% ovvero al reddito netto prodotto in un anno solare (la differenza tra ricavi e costi) viene applicata una percentuale che comprende Irpef e addizionali comunali e regionali. Tanto per avere un termine di paragone, la prima aliquota Irpef applicata nel regime ordinario delle partite Iva ammonta al 23%. Di più i lavoratori che aderiscono al nuovo regime forfettario non sono soggetti all'Irap e pertanto non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione né al versamento dell'imposta. Allo stesso tempo sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri contabili.

Esiste un elenco di attività che rientrano nei regimi speciali Iva e hanno una propria legislazione di riferimento. Proprio per questo non possono usufruire del regime forfettario 2016. Si tratta, tra gli altri, di chi applica regimi speciali ai fini dell'Iva e o regimi forfettari di determinazione del reddito; agricoltura e attività connesse e pesca; vendita sali e tabacchi; commercio dei fiammiferi; editoria; gestione di servizi di telefonia pubblica; rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta; intrattenimenti, giochi e altre attività; agenzie di viaggi e turismo; agriturismo; vendite a domicilio; rivendita di beni usati, di oggetti d'arte, d'antiquariato o da collezione; agenzie di vendita all'asta di oggetti d'arte, antiquariato o da collezione.

Nel nuovo regime forfettario il reddito sarà determinato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti nell'anno: al 40% con reddito massimo a 45.000 euro per industrie alimentari e delle bevande, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per commercio all'ingrosso e al dettaglio, al 40% con reddito massimo a 40.000 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande, al 54% con reddito massimo a 30.00 euro per commercio ambulante di altri prodotti, all'86% con reddito massimo a 25.000 euro per costruzioni e attività immobiliari, al 62% con reddito massimo 25.000 euro per intermediari del commercio, al 40% con reddito massimo a 50.000 euro per servizi di alloggio e ristorazione, al 78% con reddito massimo a 30.000 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, al 67% con reddito massimo a 30.000 euro per altre attività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il