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Previsioni Borse, azioni e obbligazioni fine gennaio e febbraio: i consigli degli analisti su cosa comprare o evitare

Sono tanti i fattori da prendere in considerazioni nelle scelte di investimento in questo mese di gennaio 2016 e in vista dei prossimi.




Tra le cause principali del recente crollo dei mercati azionari in questo gennaio 2016 e in vista del prossimo mese di febbraio, il petrolio ricopre un ruolo di primo piano. In questi scorci del 2016, le quotazioni del greggio, sopra i 100 dollari nell'estate del 2014, sono precipitate sotto i 30 dollari al barile, livelli che non si vedevano dalla prima metà degli anni Duemila. Il petrolio scende perché l'offerta, complice anche il rallentamento della Cina, è ormai molto superiore alla domanda. Ed è destinata ulteriormente a salire con l'aumento delle esportazioni dall'Iran, dove sono appena terminate le sanzioni economiche. Il calo del greggio pesa sugli utili dei colossi petroliferi americani, che sono indebitati con le banche degli Stati Uniti.

Di conseguenza le scelte di investimento devono tenere conto di questo parametro così come dello spread, che rappresenta il differenziale tra il rendimento dei Bund tedeschi e i nostri Btp decennali, che non sale più. Il picco negativo per l'Italia è stato raggiunto il 9 novembre del 2011 al 575 punti, e quindi il Tesoro pagava interessi sul debito per il 5,75% in più rispetto a Berlino. Cos'ha riportato lo spread ai livelli attuali? Sicuramente le azioni dell'Italia sul fronte delle riforme e del controllo sul debito hanno fatto una parte. Ma il colpo decisivo è arrivato dal maxi-piano di acquisti dei titoli di Stato della Bce ovvero il Quantitative easing. A marzo 2015 a cavallo dell'annuncio lo spread italiano è tornato ai livelli di settembre 2008, a 84 punti base.

Per quanto riguarda la stretta attualità, Sia sta poi scaldando i motori per la quotazione in Borsa e avvia la selezione dei global coordinator. Il processo sarebbe appena iniziato ma vedrebbe già una decina di banche d'affari in corsa per il dossier. L'Ipo, va ricordato, dovrebbe avvenire quest'anno anche se il management ha già ricordato che l'Ipo sarà comunque successiva a un'operazione di crescita per linee esterne. Il gruppo guidato da Massimo Arrighetti è attivo nelle infrastrutture e nei servizi tecnologici dedicati alle istituzioni finanziarie, banche centrali, imprese e pubbliche amministrazioni, aree dei pagamenti, dei servizi di rete e dei mercati dei capitali. Ha chiuso il 2014 con ricavi per 426,3 milioni di euro e un mol di 122,6 milioni di euro.

In questo contesto si segnala che l'aumento di capitale non ha fatto per nulla bene alla Saipem che sta avendo difficoltà in Borsa, culminate con il tonfo del fine scorso settimana. La società ha comunicato i termini fissati per l'aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro che ha preso il via proprio oggi, con uno sconto previsto del 37% sul terp, il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il