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Pensioni novità quota 100, mini pensioni, quota 41 possono avere ulteriore spinta da coppie di fatto

Le ultime notizie sulla proposta di legge sulle unioni civili potrebbero avere un impatto negativo sulle novità pensioni.




Le novità sulle pensioni passano anche dal recente dibattito sulle unioni civili. Dalla proposta di legge sono stati eliminati i riferimenti agli articoli del codice civile che regolano il matrimonio, ma sono riconosciuti quelli di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, e soprattutto reversibilità della pensione. E si tratta appunto di un passaggio chiave, considerando che nel solo anno appena trascorso, gli assegni di reversibilità ai superstiti sono ammontanti a circa 40 miliardi di euro. Se l'appuntamento con i cambiamenti del sistema previdenziale sono stati finora rinviati, la ragione va cercata anche nell'indisponibilità dello Stato a investire nuove risorse economiche.

E stando al testo sulle unione civili, per lo Stato si prospetta un aumento dell'impegno di spesa. Tanto per entrare nell'ordine delle idee, la Ragioneria generale dello Stato, prevede 67.000 unioni tra persone dello stesso sesso nei prossimi dieci anni che, stando ai calcoli e alle proiezioni del quotidiano Libero, sono l'equivalente di 16 milioni di euro a regime di impegno economico per le casse pubbliche da qui al 2025. Attualmente la pensione di reversibilità spetta al congiunto di un familiare scomparso con 15 anni di contributi di basa. In alternativa solo cinque, almeno tre dei quali nei cinque anni che precedono la data del decesso.

Non sarà semplice riuscire a trovare la quadratura del cerchio, anche perché la questione degli assegni di reversibiltà è tra quelle che l'esecutivo intende rivedere in un'ottica di spending review, ora affidata a Yoram Gutgeld, deputato del Partito democratico e consigliere economico del premier, insieme alle regole sul cumulo, sulle ricongiunzioni e sui metodi per uscire prima rispetto a quanto fissato dalle attuali norme previdenziali. L'impressione è che anche i ritocchi in negativo non sono dietro la porta e che occorrerà attendere la fine delle elezioni amministrazioni se non la chiusura della partita del referendum di ottobre sulle riforme costituzionali.

Senza crescita economica, si allontana così la possibilità di cambiare le pensioni con uno dei provvedimenti proposti e poi bloccati per assenza di reali coperture economiche. Si va dall'applicazione di quota 100 ovvero della somma di età anagrafica e di anni di contribuzione da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, all'introduzione della staffetta generazionale per legge o l'attuazione della proposta di legge che prevede l'uscita dal mondo del lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazione massima dell'8% per chi sceglie di uscire con qualche anno di anticipo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il