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Pensioni ultime notizie Consiglio dei ministri con misure ufficiali giovedì e comitato ristretto martedì quota 100, mini pensioni

Quello delle pensioni continua a rimanere un rebus piuttosto complicato da risolvere anche per via della scarsa incisività della politica.




C'è il welfare al centro del prossimo Consiglio dei ministri, convocato per giovedì 28 gennaio 2016. Di conseguenza, seppure in maniera indiretta, ci saranno conseguenze anche sulle pensioni. Nel dettaglio, arriveranno due disegni di legge collegati alla manovra approvati sul finire dell'anno e, dettaglio non secondario, godranno di una corsia preferenziale in parlamento. Il primo disegno di legge riordina gli strumenti per fare fronte alla povertà. Secondo l'Istat, infatti, gli italiani in condizione di povertà assoluta sono 4,1 milioni. Il secondo disegno di legge introduce una serie di tutele organiche per i lavoratori autonomi. Si va dalla maternità alla malattia. Ma è compreso anche il principio dell'equo compenso.

Anche la posizione previdenziale degli autonomi finisce sotto la lente di ingrandimento. La gestione separata dell'Istituto nazionale di previdenza sociale è un fondo pensionistico creato per garantire una pensione ai collaboratori e ai liberi professionisti non appartenenti a un ordine professionale. Il fondo è finanziato con i contributi obbligatori versati dai lavoratori assicurati. In seguito si sono aggiunti borsisti e volontari del servizio civile. L'attenzione è anche particolarmente elevata in sede di commissione Lavoro a Montecitorio. In particolare è il comitato ristretto a mostrare maggiore attivismo. Al suo esame ci sono adesso diverse proposte di legge in attesa di un testo unificato per modificare in maniera più incisiva l'attuale legge previdenziale.

In particolare, c'è quella che prevede l'uscita senza penalizzazioni con 40 o 41 anni di contribuzione, particolarmente utile per i cosiddetti lavoratori precoci ovvero coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età. Il punto è che fino a questo momento i risultati raccolti sono stati ben pochi come dimostrato dalla riunione della scorsa settimana, centrata sui decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione, appena approvata dall'esecutivo, che prevedono anche l'allontanamento in 48 ore del dipendente pubblico scoperto a truffare, oltre che del suo dirigente che non attuerà subito questa norma. La questione dei prepensionamenti è stata di fatto aggirata.

I tempi sembrano quindi piuttosto lunghi rispetto all'acquisizione dei una maggiore centralità delle soluzioni di cambiamento delle pensioni fin qui prospettate, come l'applicazione di quota 100 (somma di età anagrafica e anni di contribuzione) come tetto da raggiungere per accedere al trattamento previdenziale, o l'introduzione dell'assegno universale per i più indigenti che, tuttavia, otterrebbe il via libera di Bruxelles con maggiore facilità. Più complicato il ricalcolo degli assegni previdenziali per tutti con il contributivo per la mancanza di liquidità immediata nelle casse statali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il