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Rinnovo contratti statali, riforma pubblica amministrazione licenziamenti: bonus 80 euro a rischio e più facile reintegro

Le attenzioni sul versante della pubblica amministrazione non sono solo sui licenziamenti degli statali, ma anche sul reintegro.




Continua a essere aperta la partita dello sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici anche se, alla fine di queste lunghe ed estenuanti operazione, il surplus per i lavoratori coinvolti dovrebbe aggirarsi intorno a 10 euro lordi al mese. Non solo, ma ella partita del rinnovo del contratto degli statali, che ha preso il via da una recente sentenza dell'Alta Corte, occorre tenere in considerazione anche di un altro aspetto. Nel caso in cui dovesse scattare l'aumento in busta paga, milioni di lavoratori uscirebbero da quella fascia di reddito che permette di percepire il bonus di 80 euro netti in busta paga, tra 8.000 e 24.000 euro lordi l'anno, e in misura gradualmente inferiore tra 24.000 e 26.000 euro.

Questi sono poi i giorni delle nuove norme sul licenziamento e sul reintegro. Per i dipendenti statali colti, con prova schiacciante, come ad esempio appostamenti della Guardia di Finanza o telecamere, a timbrare il cartellino e poi ad allontanarsi oppure a farselo timbrare da colleghi complici, scatteranno subito le procedure per il licenziamento disciplinare: saranno sospesi da lavoro e retribuzione nel giro di 48 ore, in attesa del giudizio per direttissima da parte del Tribunale del Lavoro. Stando a quanto disposto e approvato dal Consiglio dei ministri, è infatti previsto di accelerare e rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione il procedimento che oggi può durare anche più di cento giorni e che consente l'interruzione del rapporto di lavoro solo in una percentuale ridotta dei casi.

Il dipendente sospeso avrà diritto alla difesa e, nel caso il giudice dovesse ritenere che ha ragione, potrà chiedere il reintegro sul posto di lavoro in base all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Le nuove norme non conterranno quindi l'equiparazione tra lavoro pubblico e privato e le novità non saranno estese al pubblico impiego. Come spiegato da Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, "abbiamo sempre detto che quello è un problema posto male, che non significa non essere duro con chi sbaglia nella pubblica amministrazione. L'articolo 18 non si tocca".

C'è poi in ballo la partita del taglio della spesa pubblica. L'azione ammonta a circa 5,8 miliardi di euro, derivanti oltre che dal minore incremento del Fondo sanitario, dai tagli ai bilanci dei ministeri, dalla centralizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione utilizzando i costi standard, dal taglio delle partecipate, che da 8.000 passano a 1.000, e dalla razionalizzazione delle spese informatiche sostenute dalle amministrazioni facendo leva sul processo di digitalizzazione. Sempre a proposito di coperture, tra le altre cose, dalle norme sui giochi è atteso un miliardo di euro, mentre dalla voluntary disclosure, il rientro dei capitali detenuti illegalmente, si prevede un incasso di due miliardi di euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il