BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni novità si cerca accordo con Bruxelles riforma pensioni dopo allerta quota 100, quota 41, mini pensioni: novità oggi

Bruxelles ancora contro le novità pensioni Italia proprio quando sembrava che stesse arrivando un punto di incontro: cosa sta succedendo e cosa aspettarsi




NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 9:22 oggi mercoledì 27 Gennaio 2016):  Occorre cercare di inquadrare le motivazioni che hanno spinto Bruxelles a scrivere contro le novità per le pensioni quando proprio su alcuni punti come l'assegno universale si stanno facendo delle trattative di alto livello molto importanti rilanciate dall'Italia e appoggiate da numerosi esponenti di diverse nazioni. Trattative dove si è mosso ancora ieri, come riferiscono le ultime notizie e ultimissime, il nostro stesso Ministro dell'Economia oltre che in prcedenza la Presidente di Montecitorio. E poi non si capisce come da noi si attacchino i potenziali cambiamenti alla norma quando sempre nello stesso report per altre undici nazioni si parli di sanità e sprchi pubblici (che anche da noi ci sono) ma non sulle dove vi è una legislazione molto più permissiva della nostra.

NOVITA' PENSIONI ULTIME NOTIZIE (AGGIORNAMENTO ore 17:37 oggi martedì 26 Gennaio 2016): Ancora una volta Bruxelles si scaglia contro le novità per le pensioni spiengando che i nostri conti (come quelli di akltri 11 Stati possono essere soggetti ad attacchi) e che portare avanti senza nessun cambiamento le pensioni così come sono ora e con criteri ancora più rigidi i prossimi anni che scatterano in automatico è fondamentale, praticamente vitale. Una affermazione che non si capisce bene se fatta all'interno del clima di tensione attuale o davvero creduta, anche perchè proprio a Bruxelles come abbiamo indicato nelle ultime notizie e ultimissime notizie qualcosa di positivo si stava muovendo su più fronti

Oggi martedì 26 Gennaio la giornata inizia con delle novità per le pensioni ancora una volta decisamente negative, in arrivo da Bruxelles proprio quando si pensava che le ultime notizie indicavano, nonostante le varie tensioni, un miglioramento di alcune trattative sui cambiamenti per le pensioni a cominciare dall'assegno universale ma che avrebbero potuto  coinvolgere nel tempo anche i piani di quota 100, mini pensioni, e quota 41. La possibilità di vedere trasformate in realtà le promesse finora fatte sulle modifiche alla legge pensionistica attuale sono state alimentate nel corso di queste settimane da una convergenza di cambiamenti tra tutti.

Forze sociali e politiche, del resto, si dicono da sempre concordi sulla necessità di cambiare le norme pensionistiche attuali, esattamente come il presidente dell’Istituto di Previdenza, e si tratta di un’esigenza resa ancora più forte dalle ultime posizioni dichiarate dal ministro dell’Economia italiano, che da sempre si dice contrario a cambiamenti pensionistici, ancora convinto che l’attuale legge debba rimanere così com’è ancora per un bel po’ giacchè al momento l’unica in grado di garantire sostenibilità economica al nostro Paese, e dalla presidente della Camera.

Entrambi infatti negli ultimi tempi hanno rilanciato sull’esigenza di introdurre anche in Italia l’assegno universale, prestazione sociale già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei, che dunque rappresenterebbe anche per il nostro Paese un adeguamento al modello europeo. Questa misura, tra l’altro, è sempre stata l’unica sostenuta anche da Bruxelles che, sulla scia della posizione del ministro dell’Economia, non si è mai dichiarata favorevole ai cambiamenti per le pensioni in Italia. Ma proprio quando sembrava che l’assegno universale stesse mettendo tutti d’accordo, pronto a rappresentare il primo cambiamento, ecco arrivare l’ennesima notizia negativa.

Secondo quanto riportato dalla Commissione europea nel rapporto sulla sostenibilità dei conti pubblici, infatti, il debito pubblico dell'Italia è ancora molto elevato. La Commissione sottolinea, inoltre, che è vero che nel breve periodo non dovrebbero  manifestarsi particolari rischi per le chiare difficoltà che il settore bancario sta attraversando potrebbero rappresentare un grave rischio. Secondo le previsioni della Commissione, il debito pubblico dovrebbe toccare l'apice nel 2015 al 133% del Pil, per poi calare al 130% nel 2017. In virtù di queste stime, Bruxelles quasi impone di non toccare le pensioni e di mantenere l’attuale legge, proprio quando diverse affermazioni di autorevoli esponenti politici chiedono che, al contrario, Bruxelles permetta cambiamenti o miglioramenti per permettere ai lavoratori di uscire prima, misura che, come richiesto dalla stessa Bruxelles, permetterebbe di rilanciare l’occupazione giovanile.

Ciò che è strano è che Bruxelles si concentra ancora sulle pensioni, senza fare accenni a revisione e tagli della spesa pubblica, alle norme contro l’evasione fiscale, come l’introduzione della fattura elettronica, provvedimenti che porterebbero certamente vantaggi in termini di risparmi, anche maggiori. Si parla, infatti, di risparmi compresi tra i 100 e i 150 miliardi di euro contro gli 80 miliardi di euro di risparmi che deriverebbero dalle pensioni fino al  2021, come previsto dalle stime. Sembra una strategia di ‘attacco’ dovuta agli screzi degli ultimi giorni con il premier italiano, soprattutto alla luce del fatto che in tante altre nazioni si registrano le nostre stesse condizioni ma sono permessi diversi sistemi di uscita, come in Francia dove si può andare in pensione con 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Ci si chiede dunque perché in Italia debbano essere ancora bloccati meccanismi come quota 100, mini pensione o quota 41 che, tra l’altro, permetterebbero di uscire prima ma sempre a fronte di penalità che, nel lungo periodo, come più volte ribadito, porterebbero ad accumulare nuovi risparmi e permetterebbero di aprire ai giovani nuove possibilità di ingresso nel mondo del lavoro grazie ai posti lasciati liberi dai lavoratori più anziani che escono prima. E in questo caso di tratta di un rilancio che avrebbe effetti positivi su produttività e competitività e, quindi, sull’economia in generale. A questo punto, l’Italia dovrà dimostrare di mantenere una posizione forte e chiara, già a partire dall’incontro di domani  mattina con la cancelliera tedesca e il nuovo delegato per l’Europa Calenda.

Ti è piaciuto questo articolo?



Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il