Riforma legge immagrazione: ecco i principali cambiamenti e gli impatti sul mondo del lavoro

Il decreto flusso da annuale diventa triennale, ci sarà una corsia preferenziale per l'ingresso di 'talenti', uno sponsor potrà far entrare per lavoro gli immigrati, espulsioni più efficaci incentivando la collaborazione dell'immigrat



Il decreto flusso da annuale diventa triennale, ci sarà una corsia preferenziale per l'ingresso di "talenti", uno sponsor potrà far entrare per lavoro gli immigrati, espulsioni più efficaci incentivando la collaborazione dell'immigrato, i Cpt attuali vengono radicalmente superati.

Sono queste, i sintesi, le principali novità del disegno di legge delega che modifica la disciplina sull'immigrazione approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Entro 12 mesi il Governo dovrà adottare un decreto legislativo per l'attuazione della riforma.


Decreto flusso triennale - Tra le prime novità del provvedimento c'è la durata del decreto flussi, che fissa le quote di stranieri da ammettere in Italia: da annuale diventerà triennale, in modo da avere una "programmazione più realistica e corrispondente alle necessità di medio-lungo periodo"; si darà inoltre maggiore chiarezza alle imprese ed alle famiglie interessate all'impiego di manodopera straniera; si aiuteranno le amministrazioni coinvolte a semplificare le procedure. Ci sarà comunque la possibilità di rivedere annualmente i flussi.

La corsia preferenziale per i "talentuosi" - La riforma introduce un canale privilegiato per l'ingresso in Italia di lavoratori altamente qualificati, al di fuori delle quote fissate per i flussi.

In particolare, ci la concessione "veloce" di un permesso di soggiorno aperto della durata massima di 5 anni per i talenti nei campi della ricerca, della scienza, della cultura, dell'arte, dell'imprenditoria, dello spettacolo e dello sport.

La figura dello sponsor-garante - Lo sponsor potrà far entrare per lavoro in Italia immigrati fornendo garanzie di carattere patrimoniale sul loro sostentamento e sul loro eventuale rimpatrio.

Si consentirà così allo straniero di entrare regolarmente in Italia per cercare lavoro ed al datore di lavoro di assumere dopo aver impiegato in prova il lavoratore.

Potranno svolgere il ruolo di sponsor enti e organismi istituzionali, associazioni imprenditoriali e professionali.

Le espulsioni - Per rendere effettive le espulsioni il provvedimento punta a cercare la collaborazione dell'immigrato.

Vengono introdotti programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito, ai quali potranno accedere gli immigrati che collaborano alla propria identificazione.

Il cardine del nuovo sistema è il Fondo nazionale rimpatri, destinato a finanziare i programmi di rimpatrio volontario. Chi aderisce godrà di una riduzione dei tempi di divieto di reingresso.

Stop Cpt - Secondo le previsioni del ministero dell'Interno, il nuovo modello di espulsioni farà calare il numero di soggetti destinati ai Centri di permanenza temporanea e assistita, agevolando un progressivo svuotamento di queste strutture.

I Centri non dovranno essere più un proseguimento del carcere in altra forma: ci saranno infatti nuove procedure per identificare gli stranieri ed espellerli senza passare per il Cpt.

Gli stranieri in condizioni di bisogno saranno invece accolti in strutture diverse dagli attuali Centri: si tratterà di strutture di accoglienza vera e propria, non a carattere detentivo e la permanenza sarà limitata.

Ci sarà poi un limitato numero di Centri per l'esecuzione dell'espulsione destinati al trattenimento degli stranieri da espellere che si sono sottratti all'identificazione. I Centri saranno infine trasparenti: vi potranno entrare le autorità politiche, le associazioni ed i giornalisti.

Voto alle amministrative - In direzione dell'integrazione, il provvedimento concede infine il diritto di voto alle elezioni amministrative agli stranieri con Carta di soggiorno, che in base alla nuova normativa si può ottenere dopo cinque anni di residenza regolare in Italia.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il