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Banche a rischio e sicure: lista nomi aggiornata con non solo italiane ma anche mondiali ed europee che lavorano in Italia

Non solo banche italiane a rischio, sono tanti gli istituti a livello europeo e mondiale che stanno facendo registrare basse performance.




L'attenzione sul sistema bancario italiano, dopo i casi di Banca delle Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, è sempre molto alta. In questo momento i riflettori sono puntati su Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, Carige, Unicredit, Banco Popolare, Banca popolare dell'Emilia Romagna. Ma il focus della Banca centrale europea coinvolge le banche di altri sette paesi ovvero Spagna, Irlanda, Germania, Portogallo, Cipro, Slovenia e Grecia. Nel dettaglio si tratta anche delle greche Pireus bank, Hellinic bank, Eurobank, della tedesca Münchener Hypothekenbank, della portoghese Banco Commercial Portugues, della spagnola Liberbank Banca Privada, delle slovene Nova Ljubljanska Banka e Nova Kreditna Banka Maribor, dell'irlandese Permanent Tsb e delle cipriote Bank of Ciprus e Cooperative Central bank.

Poi ci sono quelle banche che hanno fatto registrare prestazioni inferiori rispetto al benchmark dei titoli bancari europei. Si tratta dei grossi nomi di Barclays, Deutsche Bank e Standard Chartered. Al di là dell'oceano c'è a segnalare la frenata di Wells Fargo, quarta banca per attività e terza per capitalizzazione borsistica degli Stati Uniti.

Nel frattempo si allungano i tempi per il varo della nuova governance monistica di Intesa Sanpaolo. La data fissata dal cdg per l'assemblea straordinaria, non ancora convocata, è venerdì 26 febbraio. Ma salvo colpi di scena, la Gestione dovrebbe individuarne un'altra dopo qualche settimana. "Aspettiamo a giorni la risposta sullo Statuto. E in Bce, è in buone mani", ha detto ieri il presidente del cdg di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro in merito al nuovo statuto della banca che sancisce il passaggio dal sistema duale a quello all'inglese.

La stretta attualità rimanda anche all'intervento del premier sulla vicenda Banca Etruria. A suo dire non esiste alcun conflitto di interessi. Per il presidente del Consiglio sono i fatti a parlare. E i fatti dicono che "il babbo della Boschi è stato sanzionato dalla Banca d'Italia e mandato a casa dal governo, che tra l'altro ha commissariato la banca". Dunque, ha poi aggiunto ieri lo stesso Renzi durante la trasmissione Quinta Colonna: "Nella nostra Italia le leggi sono uguali per tutti. Se uno ha fatto il furbo, paga". Guai quindi a prendersela con Palazzo Chigi. Perché "questo governo, senza conflitto di interessi, si sta facendo un mazzo grande come una casa per restituire fiducia all'Italia". Quanto ai risparmiatori, "chi è stato truffato sarà rimborsato fino all'ultimo centesimo". Ma intanto "abbiamo salvato un milione di conti correnti. Ricordo tra l'altro che i danni li avevano fatti quelli di prima".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il