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Partita Iva Minimi, Forfettaria, Ordinaria 2016: detrazioni,contratti,garanzie pagamenti,ferie,malattia, maternità per quali p.iva

Cosa prevedono le novità per le Partita Iva e i lavoratori autonomi che saranno in discussione oggi nel Consiglio dei Ministri




Il Consiglio dei Ministri di oggi giovedì 28 Gennaio 2016 discuterà di novità ulteriori da applicare alle partite Iva individuali, insieme al nuovo regime agevolato già in vigore, e per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps: dalla possibilità di dedurre tutte le spese di formazione dall’imponibile fino a 10 mila euro l’anno, che scendono a 5mila per le spese per certificazioni professionali, insieme alla possibilità di applicare ulteriori detrazioni che, però, è quasi impossibile riguardino il regime forfettario; novità per l’erogazione dell’assegno di maternità per 5 mesi, che non sarà più vincolato alla sospensione dell’attività lavorativa, ma sarà erogato anche se la lavoratrice autonoma deve continuare a lavorare; norme di tutela contrattuale per impedire clausole vessatorie e ritardi nei pagamenti da parte dei committenti; congedi parentali più lunghi, che vengono estesi a sei mesi invece degli attuali tre nei primi tre anni di vita del figlio; e, nel caso di malattia grave, comprese quelle oncologiche, si potrà sospendere il pagamento dei contributi sociali fino a un massimo di due anni.

In particolare, liberi professionisti e partite Iva in genere dovranno essere pagati entro 60 giorni dalla fattura e ogni pattuizione che stabilisce un termine superiore sarà priva di effetto; si prevede l'integrale deducibilità al 100% di tutte le spese di formazione e aggiornamento sostenute dai lavoratori entro un tetto di 10mila euro annuo, e un'estensione della tutela alla maternità, con la possibilità che professioniste e autonome possano richiedere l'indennità anche senza sospendere l'attività lavorativa.

Si tratta di novità che, ad eccezione delle nuove spese da detrarre, dovrebbero interessare le partita Iva sia ordinarie che con regime forfettario, cioè per i titolari di Partita Iva che scelgono di aderire al nuovo regime agevolato, mix del vecchio regime dei minimi e regime forfettario. Il regime dei minimi prevede un’aliquota al 5% per guadagni fino a 30mila euro ed è valido per i primi cinque anni di attività o fino al compimento dei 35 anni; il regime forfettario prevede, invece, un’aliquota al 15% che si può mantenere dopo i cinque anni di apertura della Partita Iva o superati i 35 anni di età.

Il nuovo regime agevolato prevede l’applicazione dell’aliquota al 5% per guadagni fino a 30mila euro indipendentemente dall’età anagrafica ma resta il limite dei primi cinque anni di adesione. Al termine dei cinque anni se si resta entro la soglia dei 30mila euro annui di guadagni si passera all'aliquota del 15% del forfettario in cui si potrebbe rimanere per sempre mantenendo sempre lo stesso limite di guadagni. Per quanto riguarda il limite di reddito, è stato alzato per ogni categoria di 10mila euro.

In particolare, per accedere al nuovo regime, i professionisti non devono superare la soglia dei 30mila euro, mentre il precedente tetto era a 15mila euro; stessa soglia anche per artigiani e imprese, il cui tetto era precedentemente fissato a 20mila euro; 50mila euro, da 40mila, per i commercianti; 50 mila euro anche per alberghi e ristoranti; 40mila euro anche per ambulanti di alimentari e bevande; 30mila euro per ambulante di altri prodotti.

Al nuovo regime agevolato possono aderire contribuenti, persone fisiche o esercenti un’attività d’impresa che percepiscono ricavi specifici e il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 5 o al 15% viene calcolato applicando un coefficiente di redditività che per i professionisti è pari al 78%. Per il calcolo dell’imponibile non si possono detrarre spese sostenute per l’esercizio della professione, ma non è previsto alcun versamento dell’Iva. L'aliquota al 5% vale anche per start up.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il