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Partita Iva 2016: detrazioni, garanzie pagamenti, ferie, malattie, compensi minimi. Per chi, come funziona, da quando nuove regole

Tutte le novitÓ in arrivo per i titolari di Partita Iva con nuovo Jobs Act per gli autonomi: si avranno finalmente maggiori tutele e sostegni che oggi mancano?




Si attendono novità imminenti per i titolari di Partita Iva, liberi professionisti che, alla luce degli ultimi dati su aperture e chiusure di Partite Iva, sono coloro che stanno soffrendo maggiormente la crisi economica del nostro Paese, soggiogati, nella maggior parte dei casi, da una tassazione elevatissima a fronte di tutele nulle. Ed è per questo motivo che il premier Renzi settimane fa ha annunciato l’arrivo di una sorta di Jobs Act per i lavoratori autonomi, con nuovi provvedimenti che saranno in discussione nel prossimo Consiglio dei Ministri che si terrà giovedì prossimo. Al momento, secondo quanto previsto, si tratta di novità che dovrebbero interessare per intero le Partite Iva Ordinarie e solo in parte quelle di coloro che aderiscono al nuovo regime agevolato.

La speranza, però, è che tutte le novità vengano estese a tutti i titolari di Partita Iva, indipendentemente dal regime cui si sottosta. Tra le principali novità del cosiddetto Statuto dei lavoratori autonomi, la deducibilità al 100% di tutte le spese sostenute per aggiornamento e formazione entro un tetto di 10mila euro annuo, e un'estensione della tutela alla maternità, consentendo a professioniste e autonome di poter richiedere l'indennità anche senza sospendere l'attività lavorativa; estensione dei congedi parentali a 6 mesi e la possibilità di sospendere, in caso di malattia grave, il pagamento dei contributi previdenziali fino a due anni, recuperando in seguito con pagamenti rateizzati.

In base alle novità previste dal Ddl per i lavoratori autonomi sul fronte dei compensi, professionisti e partite Iva possono sottoscrivere una polizza assicurativa per la tutela nel caso di ritardi nei pagamenti delle fatture e portare in detrazione i premi pagati, ed è fissato in 60 giorni il termine di pagamento per i compensi loro dovuti. Vengono poi rafforzate le tutele nei casi di gravidanza e malattia: la prestazione lavorativa si sospende per un periodo fino a 150 giorni, senza che l’assenza determini l’estinzione del rapporto di lavoro, e se la malattia o l’infortunio superano i 60 giorni, il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi per tutta la durata del periodo, fino a un massimo di due anni.

Il successivo pagamento dei contributi maturati potrà essere saldato con versamenti a rate in un periodo di tempo pari a tre volte quello di sospensione dell’attività professionale. Con riferimento particolare al lavoro agile, cioè per chi lavora da casa, poi, è stato stabilito che il lavoratore mantenga  pieni diritti, e cioè che la retribuzione sia la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda (a parità di mansioni), che vengano garantiti i normali tempi di riposo, e previsti incentivi fiscali e contributivi in relazione agli incrementi di produttività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il