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Imu 2016 cancellata così come altre dieci tasse mentre rimane Tari e Tasi. Per chi, quando e come funzionano imposte 2016

Cancellata l’Imu, restano da pagare Tasi e Tari sui rifiuti: chi deve pagare e chi no e le altre tasse che l’esecutivo di prepara a cancellare




E’ stata cancellata l’Imu su tutti i terreni agricoli, indipendentemente dalla loro ubicazione in base alla classificazione Istat, e sugli imbullonati, non pagano l’Imu gli appartenenti alle forze dell’ordine che, pur possedendo un’abitazione, devono trasferirsi in un’altra città per motivi di lavoro; gli immobili invenduti, cioè quelli realizzati dalle imprese di costruzione ma non venduti, i rifugi alpini non custoditi e i bivacchi, che invece devono pagare però la Tasi; gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e assegnati ai soci; e alloggi sociali; e allo studio dell'esecutivo vi sarebbe ancora la cancellazione di altre dieci tasse che danno ‘fastidio’ ai cittadini e in realtà producono poco gettito, come la marca da bollo di 73,50 euro per il rilascio del passaporto o la tassa di 16 euro per il rilascio del diploma di laurea, e dal 2017 obbligo di comunicazione telematica e periodica delle fatture all'Agenzia delle Entrate. Nonostante questi buoni propositi, restano ancora imposte che colpiscono i cittadini anche in maniera pesante, come Tasi, tassa sui servizi indivisibili comunali, e Tari, imposta sui rifiuti.

Partendo dalla Tasi, sarà anch’essa cancellata per le prime case e per gli inquilini, ma resterà, esattamente come l’Imu, su seconde case e pertinenze, prime case di lusso, castelli, palazzi, ville, e tutti gli altri immobili, terreni compresi per quanto riguarda la Tasi. Non pagano più Imu e Tasi le prime abitazioni, sempre se non sono di lusso sono, dei residenti all’estero, gli alloggi sociali, l’ex casa coniugale che il giudice ha assegnato in caso di separazione, immobili di anziani o disabili che fissano la residenza in istituti di ricovero o sanitari.

Per gli immobili che non rientrano nelle categorie di lusso (A1, A8 e A9) che vengono concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado, è previsto, invece, uno sconto Imu e la Tasi del 50%, purchè l’immobile sia utilizzato come abitazione principale e che il contratto di comodato sia registrato; ed è previsto anche uno sconto sia di Imu che di Tasi al 75% per gli immobili concessi in locazione a canone concordato. Passando alla Tari sui rifiuti, invece, continuerà ad essere pagata da tutti, proprietari e inquilini di ogni tipo di immobile, mentre non paga la Tari il detentore per meno di 6 mesi nel corso dello stesso anno solare.

In quest’ultimo caso il versamento della Tari spetta al possessore dell’immobile. Sono esenti anche le superfici che producono rifiuti speciali e le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva; e sono previste esenzioni ulteriori che variano a comune a comune.

La base imponibile per il calcolo della Tari è la superficie calpestabile delle unità immobiliari iscritte nel catasto, ed è pari all’80% di quella catastale.  Oltre alle dimensioni dell’immobile, nel calcolo deve essere considerato anche il numero di persone che risiedono nell’abitazione considerata. Le scadenze di pagamento della Tari dipendono essenzialmente dalla decisione del singolo Comune che invierà a casa dei propri cittadini i relativi bollettini precompilati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il