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Pensioni ultime notizie continuano le vergogne e i soprusi seppur non si fa nulla per quota 100, mini pensioni

Il dibattito pensionistico sembra in stallo, servono cambiamenti ma ancora non arriva nessuna novità concreta mentre continuano i privilegi. Quali sono e categorie coinvolte




Il dibattito pensionistico sembra in stallo eppure le ultime notizie sulle condizioni di vita di lavoratori e pensionati di oggi dimostrano in maniera sempre più chiara la necessità di intervenire con cambiamenti delle attuali norme. E non sono poche le novità finora proposta e quei sistemi di uscita prima che, a fronte di penalità, potrebbero permettere a chiunque lo desiderasse di lasciare prima il lavoro. Nessun costo a carico dello Stato. Eppure si temporeggia. Si parla da mesi di modifiche alle pensioni, si avanzano mesi proposte di cambiamento e si susseguono da mesi annunci, promesse, conferme e smentite che continuano a rendere la situazione sempre incerta.

E ci si chiede allora perchè se l'obiettivo dell'esecutivo, insieme all'Istituto di Previdenza, è quello di rendere il sistema pensionistico italiano più equo per tutti e sostenibile, continuano a perseverare  privilegi solo per alcuni? E sono diversi gli esempi, in negativo, esistenti: in Puglia, infatti, sembra siano alle stelle i vitalizi dei politici. E' vero che la giunta Vendola aveva deciso di eliminarli, ma è anche vero che si tratta di un provvedimento valido per le nuove legislature, mentre i 'vecchi' politici continueranno a percepirlo.

I pensionati che percepiscono un ricco vitalizio sarebbero ad oggi 137, cui si aggiungono coloro che percepiscono un trattamento di reversibilità, per un totale di oltre 14 milioni di euro di spesa. Una discriminazione, nonché una vergogna, cui se ne aggiunge un’altra eclatante: quella che riguarda i consiglieri Rai in pensioni ma ancora a lavoro e che chiedono, ricorrendo al Tar del Lazio, di percepire regolare stipendio. E' stata inoltre confermata anche per quest'anno la possibilità per le amministrazioni pubbliche di mettere a riposo il dipendente anche prima dei 62 anni purchè abbia maturata la massima età contributiva, cioè 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Inoltre, nonostante l’età pensionabile sia salita dal primo gennaio, passando dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e 7 mesi, vi sono categorie di lavoratori ancora privilegiati, mentre si continua a discutere di novità universali, come ormai ben noto. Per esempio, i lavoratori del comparto difesa e sicurezza possono andare in pensione di anzianità a 57 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi o se hanno una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall'età anagrafica. Per la pensione di vecchiaia, invece, bisogna raggiungere i 60 anni di età, con alcune eccezioni, per cui i generali delle Forze armate, di divisione (nell'Esercito) o gradi corrispondenti dovranno raggiungere i 61 anni che diventano 62 per i generali di brigata della Guardia di finanza del ruolo aeronavale; 63 per i generali delle Forze armate, di corpo d'armata (nell'Esercito) o gradi corrispondenti; 65 per alcuni altri generali delle Forze armate.

Nessun adeguamento del requisito anagrafico alla speranza di vita se al compimento di limite di età detto sono già stati maturati i 35 anni di contributi. Se gli anni di contribuzione richiesta non sono stati raggiunti allora scatterà l’adeguamento alla speranza di vita.Privilegi pensionistici sono in vigore anche per i dipendenti di aziende private: da Luxottica, a Enel e Unicredit, sono diversi i casi di aziende private che permettono ai propri dipendenti, sulla base di accordi tra lavoratore stesso e azienda, di andare in pensione prima, solitamente con meccanismi che favoriscono un turn over. Luxottica, per esempio, per favorire il ricambio generazionale ha avviato la staffetta, che prevede che nei prossimi tre anni 100 dipendenti cui mancano solo tre anni al raggiungimento della pensione finale potranno chiedere il passaggio da lavoro full time a part time, continuando ad assicurare ai lavoratori che diminuiranno il loro orario di lavoro il regola pagamento dei contributi previdenziali, con obbligo di assunzione di nuovi giovani al posto di lavoratori più anziani.

I lavoratori del mondo dello spettacolo, piloti e assistenti di volo, prefetti, invece, sono privilegiati perché, a differenza della maggior parte degli italiani che ricevono assegni mensili di circa mille euro, percepiscono assegno mensili gonfiati, decisamente più alti rispetto al valore degli effettivi contributi versati, senza considerare poi il caso dei vitalizi dei politici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il