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Pensioni novità gli appuntamenti che condizioneranno quota 100, mini pensioni, quota 41: novità oggi venerdì

Prossime elezioni amministrative e referendum costituzionale potrebbero favorire la ripresa dei lavori concreti sulle novità pensioni: cosa aspettarsi




Si evolvono le discussioni e le decisioni dell’esecutivo sui provvedimenti in ballo, dall’approvazione del ddl Costituzionale, a quella dei primi decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, al dibattito sempre più acceso sulle Unioni Civili alle novità attese in materia di eutanasia e delega fiscale, tra le altre. Tutto però è ancora fermo sulle pensioni: si pensava che all’indomani del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera agli undici decreti attuativi della riforma Madia e alle nuovi classi di concorso per la scuola, in conferenza stampa il premier avrebbe fatto riferimento anche alla questione pensioni.

Ma le ultime notizie confermano che non è stato fatto alcun accenno al tema. Eppure ad oggi, potremmo dire, che parlare di pensioni e riprendere le discussioni in maniera concreta potrebbe rappresentare una mossa vincente per lo stesso esecutivo e non soltanto per l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, ma anche per il referendum costituzionale, che dovrebbe essere fissato presumibilmente per ottobre.

Se, infatti, per riconquistare consensi e fiducia in vista delle prossime elezioni si potrebbe quando meno mettersi a lavoro davvero per la definizione di cambiamenti pensionistici,secondo le varie ipotesi, se il premier dovesse vincere il referendum successivo, potrebbe anche proseguire con l’attuazione reale di quei cambiamenti peggiorativi per una revisione pensionistica a 360 gradi, partendo dalle modifiche delle pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, baby pensioni, da cui ricavare nuove risorse economiche per poi investirle in ulteriori cambiamenti pensionistici ma positivi.

Se così fosse, si tratterebbe di provvedimenti che potrebbero vedere la luce nel 2017, rispettando così il piano di lavoro già riportato nell’agenda del premier che fissava al 2016 il capitolo tasse e al 2017 quello delle pensioni. Nel frattempo, potrebbero essere messi a punto singoli norme, magari fiscali, giusto per dire che qualcosa di concreto è stato realmente fatto. E in questo caso si aprirebbero le porte alla cancellazione delle ricongiunzioni onerose o potrebbero tornare in ballo i metodi in prova di cui si è discusso negli ultimi mesi, vale a dire le due versioni di quota 100, estensione delle norme per l’uscita prima delle donne anche agli uomini, e assegno universale, ognuno però accompagnato dall’erogazione della mini pensione che servirebbe per alleggerire per penalità previste da ogni sistema citato. Si potrebbe lavorare anche con singole correzioni e miglioramenti , che potrebbero essere sostenuti proprio per avere vincere elezioni e referendum.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il